masturbarsi il 25 aprile al Pigneto (Roma)

copertina del primo disco degli AREA
copertina del primo disco degli AREA “Arbeit Macht Frei” del 1973

L’arte sconfigge e deride i potenti e non gli oppressi

Ieri, 25 aprile 2011, leggendo la notizia del tipo che di notte al Pigneto di Roma è riuscito ad installare una scritta simile a quella di Auschwitz, ho subito pensato a qualche artistello e non a dei fasci.

I fasci fanno cose più dirette, tipo attacchinare manifesti con scritte le loro stronzate da fasci, picchiare qualcun@, andare in giro a gruppi numerosi e dare fastidio e coltellate.

Questo gesto per dei fasci era troppo impegnativo, non per l’idea, ma per i costi, la realizzazione, i tempi dell’installazione.

 

Oggi ho la conferma, chi ha realizzato questo progetto è uno definito artista, si giustifica dicendo che voleva denunciare la situazione di precarietà del quartiere Pigneto e il disagio dei moltissimi migranti residenti nel quartiere.

Sarà che ho dei ricordi legati al Pigneto molto forti, sarà che ci ho vissuto quando era ancora un quartiere popolare nella seconda metà degli anni ’90, quando c’era ancora la taverna del vino, la pizza al taglio della signora Margherita, i portieri in alcuni atri, il cinema porno nel vicolo…però penso che una installazione del genere sia veramente una cosa stupida e offensiva a prescindere.

 

Le opere d’arte non sono fatte per essere giudicate, ok, non parliamo manco di opere d’arte, parliamo di comunicazione, anche estrema, prendiamo l’esempio positivo di Banksy.

Adesso mettiamo le mani avanti per non essere tacciati di moralismo; per esempio, un’opera, una installazione che prende di mira la religione cattolica, verrà magari definita blasfema dal potere (chiesa, stato), scandalizzerà i bigotti, ma…

la religione, nel caso specifico della cattolica, da duemila anni si occupa di noi e delle “nostre anime”. Da duemila anni interferisce nelle nostre vite senza il nostro consenso, insomma, è senza dubbio qualcosa che vale la pena combattere con tutti i mezzi, proprio perché limita la nostra libertà. Se poi della gente comune si offende, abbiamo tutto il diritto di fregarcene altamente, perché giustificare l’ignoranza non avrebbe assolutamente senso.

Il nazismo, per certi aspetti, ha molte cose in comune con la religione cattolica. Ricordiamoci che fino 150 anni fa, in Spagna i preti bruciavano le “streghe” e che, in nome di dio, hanno evangelizzato con le guerre mezzo mondo…tanto per fare due esempi e per non parlare del presente.

 

La frase “il lavoro rende liberi” è sinonimo di oppressione nazista, è il simbolo di Auschwitz. Attenzione, non rappresenta il nazismo, ma l’oppressione nazista, la libertà negata. Non è la rappresentazione del gerarca nazista con la faccia di Topolino, ma la frase scolpita nei ricordi di chi è sopravvissuto al nazi-fascismo, di chi era impotente davanti a quel cancello imponente, di chi non aveva più la dignità di essere umano.

 

Da un punto di vista comunicativo, artistico (chiamiamolo come vogliamo), l’installazione del 25 aprile 2011 al Pigneto non comunica. Quello che si percepisce è che una cosa del genere può essere stata fatta solamente da uno stupido, uno che proprio non ci arriva, uno che non ha manco manie arriviste e lo fa per finire sui giornali, si intuisce proprio l’ingenuità dello stupido. Se avesse avuto manie arriviste, avrebbe proposto a mediaset di filmare il grande fratello in un carcere (cosa già fatta), gli stronzi che fanno soldi con i più deboli sono tantissimi.

 

Non voglio nemmeno fare il classico esempio degli artisti non impegnati, quante persone che non si sono occupate direttamente di politica, conoscono la storia, dalla più recente a quella attuale. La comunicazione non può fare a meno di ignorare il passato e non può fare l’Andy Warhol con tutto, non tutto è una scatola di fagioli (più simile ad un’icona cattolica).

Ecco, chi si occupa di comunicazione di solito ha una certa sensibilità nel vivere quello che gli sta attorno e magari riesce a rappresentarlo; questo tizio invece rappresenta l’insensibilità, ci ha fatto capire con la sua opera quanto un essere umano può essere stupido, riuscendo a compiere gesti più grandi di lui ma con assoluta spensieratezza, una cosa molto simile a quei ragazzini che vanno in giro con la bomboletta spray per scrivere sui muri il loro nome. Non lo fai per esibizionismo (visto che in una città di milioni di abitanti nessuno riconosce la tua brutta firma), non comunichi niente (rabbia se hai coperto un bel graffito con la tua firma di merda), però magari quando passi vicino a quel muro ti senti importante.

Come si chiama questa cosa: masturbazione?

Il tizio che il 25 aprile 2011, salda dei tubi con la scritta “il lavoro rende liberi” al Pigneto è un segaiolo, niente di più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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