Piccoli razzismi internazionali

Quante volte all’estero
vi hanno chiesto “di dove sei” e rispondendo “italiano”,
partivano poi le solite battute..ah, mafia, belusconi,etc. (poi io
che dico siciliano è pure peggio e qualcuno ha paura).

Ultimamente questa
storia mi da un po’ fastidio, forse perché si ripete sempre più
frequentemente. Non so, ma quando a Damasco nel 2003 un americano
faceva il figo e mi chiedeva se in Sicilia andavamo in giro con
l’asino e se le donne avessero i baffi e gli uomini il berretto, non
mi offendevo: pensavo al classico ignorante che sa tutto di New York
e niente del resto del mondo, Stati Uniti inclusi. Non perché io, a
mia volta razzista, abbia pensato che gli americani siano tutti
ignoranti, anzi in genere li ammiro molto. Questo era proprio un
coglione, un incrocio tra Big Gim e He-Man.

Una settimana fa, qui in
Portogallo, a distanza di pochissimi giorni, persone appena
conosciute hanno iniziato con le solite battutine della mafia e di
berlusconi.

 

In particolare ricordo
due ragazze molto tranquille che ho visto al bar e, curiose, hanno iniziato a farmi alcune domande
sulla Sicilia in particolare. Queste domande si sono trasformate in
certezze, tanto che una di loro continuava a dirmi che in Sicilia
siamo tutti fascisti e che non esiste la “sinistra unita” (così
la chiamava lei). Diceva che abbiamo sempre subito il potere dei
mafiosi, fascisti, democristiani, neo-fascisti di oggi; io ero così
curioso di ascoltare che la lasciavo continuare senza interromperla
quasi mai se non per dirle che in Sicilia non ci sarà la “sinistra
unita” ma c’è una grossa tradizione anarchica (la sua amica, forse
del PSP, ha fatto una faccia!).

Per farla breve, alla
fine mi sono buttato sulla storia. Diciamo che era molto tardi ed
avevamo bevuto, ma ho iniziato a parlare delle origini del
mediterraneo, della Sicilia Greca, di Archimede di Siracusa, roba da
scuola elementare. Questa si è stupita, non credeva che quell’Isola
fosse stata così importante in passato non solo per i soliti
stereotipi.

Sono anche stato galante
non facendole presente che il Portogallo ha avuto una dittatura di
più di quarant’anni nel secolo scorso. Il loro dittatore era pure
più testardo del nostro mussolini, è durato più del doppio e si è
isolato in questa piccola nazione senza avere rapporti internazionali
se non per scopi coloniali.

Ovviamente è vero che la
Sicilia è dominio di potenti vari da secoli, ma non credo che ci
siano parti del mondo, se non qualche tribù di raccoglitori senza
più un cazzo da raccogliere, dove ci sia un potere buono. Stiamo
sempre con questa maliziosa curiosità, già appagata dal notiziario
internazionale; facciamo domande solamente per rinsaldare le nostre
già acquisite certezze globali.

Allora io mi chiedo
perché c’è un così grosso (ma sottile) razzismo diffuso, anche
negli ambienti più progressisti, tra amici, compagni. Per esempio,
tantissime persone siciliane che stimo, trovano sempre il modo di
marcare il fatto che al Sud si mangia meglio che al Nord, che la
gente è meglio, che dovunque ma mai a Milano. Non è razzismo
questo? Sono poi delle grandissime stronzate, mia moglie è del nord,
amo la cucina e il vino del nord…mia moglie potrebbe essere anche
Cinese e non Ticinese, non farebbe differenza, approfondirei una
cultura molto lontana dalla mia.

Invece si va avanti con
il “fascisteccio” (un fascismo casareccio) campanilismo alla
Cannavaro che se la prende con Saviano perché distrugge l’immagine
di Napoli: Napoli non ha più niente da perdere, proprio i napoletani
dovrebbero capire che è arrivato il momento di reagire e non
continuare solamente a lamentarsi di chiunque si permetta, dal di
fuori, di dare anche un minimo contributo. Capisco che i Napoletani
sono molto gelosi della loro città, sono ospitali a tal punto di
farti sentire “ospite” pure quando ci vivi da qualche anno a
Napoli, perché napoletano si nasce.

Quindi è tutto così
banalmente omogeneo. Il Siciliano contro il Milanese, il Napoletano
che non teme confronti, il Milanese proiettato in Europa, le
diffidenze dei Nordeuropei nei confronti del maschio itali(di)ota che
ci prova con tutte o vuole sempre fregarti…

Una soluzione?

Viaggiare e viaggiare.
Fare pure debiti per far viaggiare i propri figli, è più importante
(ovviamente) della scuola conoscere il mondo ed averci a che fare (ma
attenti a come si viaggia)…così tra qualche lustro abbandoneremo i
nostri pregiudizi…forse mai: si, forse la specie umana è troppo
stupida per capirlo…

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