laboratorio sonoro per piccoli (03)

La composizione e l’esecuzione di
un’opera complessa è di solito roba per musicisti ad un certo
livello, riuscire a leggere uno spartito per 3, 4 strumenti
sovrapposti ha bisogno di studio.

Io sono riuscito a comporre ed eseguire
con bambini che non hanno nozioni musicali di alcun tipo, inventando
dei simboli convenzionali che descrivono l’altezza, la dinamica e
fattori di fantasia della nota; ovviamente questo tipo di spartito,
come del resto molte composizioni di musica contemporanea, si può
leggere in mille modi non essendo scritto con la rigidità del metodo
tradizionale (anche se un’opera di Mahler si può variare e
personalizzare come ha fatto recentemente Uri Caine o interpretare
come fanno tutti i direttori d’orchestra).

Di solito si disegnano dei simbolini,
uno per ogni rigo orizzontale che raffigurano lo strumento. Ogni
strumento utilizzerà figure diverse che dipendono dalla sua
classificazione, se percussione, fiato, corda o arco. Utilizziamo di
solito: pallini di varie misure, crocette, onde, zig-zag, figure di
ogni tipo come teschi, cuori o navi…ovviamente disposti nella
nostra riga orizzontale di riferimento.

Oggi mi è venuta una nuova idea per
far capire agli esecutori come coordinarsi, vi faccio un esempio
pratico delle nostre composizioni:

—XXX—-O–00—-o

oo——0—Xxxx—–

xxxxxxx————OO

legenda:

ogni riga è uno strumento, ogni figura
è un tipo di suono, ovviamente una “X” è diversa da una “x”
e così via. Il trattino rappresenta la nostra riga orizzontale di
riferimento e quando non c’è un simbolo è una pausa.

Un bambino che non ha mai avuto a che
fare con lo studio della musica ha difficoltà a capire come
coordinarsi con gli altri e come rispettare i silenzi, gli attacchi o
gli unisoni.

L’idea di oggi è stata di farglielo
capire con i loro nomi…in questo modo:

esempio 1

C R  I S T I  N A

D A M I A N O O

esempio 2

C R I S T I N A A

F R A        S C O

I bambini leggeranno simultaneamente il
proprio nome, abbiamo delle volte aggiunto delle lettere in più per
avere la stessa quantità delle stesse.

All’esempio 2 abbiamo aggiunto una
pausa come variante (il nome intero è Francesco), quella che nella
nostra composizione è il trattino. 

 

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