Arrivano le belle giornate e l’odore è quello “tipico” della primavera

Sabato
23 febbraio. Posteggio a largo Fossi, sotto casa, e noto che da quei
rimorchi di camion che da qualche settimana sono posteggiati nel
parcheggio, fuoriesce una nuvoletta di fumo. La nuvoletta è
quella classica di quando della roba organica, dopo una giornata di
calore dentro una serra di plastica, inizia a fermentare…forse
qualcuno terrà del mosto dentro a quei rimorchi?

Domenica
24 febbraio. Dopo pranzo, una sana boccata d’aria pulita dal mio
terrazzino, oggi la giornata è bellissima con un sole
stupendo: la primavera sta per arrivare con tutti i suoi colori ed
odori. Odori che inalando, inalando mi appaiono sempre meno
primaverili, c’è una fragranza molto conosciuta che mi porta
ad immaginare sterminati campi di…monnezza.

Faccio
un passo indietro e ricordo che quei rimorchi a largo Fossi li hanno
posteggiati circa una o due settimane fa, ricordo di aver visto anche
una ruspa e degli operai che quasi sicuramente li hanno riempiti di
monnezza: quella buttata nella nuova discarica comunale “largo
Fossi” e magari dell’altra raccolta in giro.

Ogni
tanto arriva un camion che si aggancia un rimorchio e lo porta via
per qualche ora: lo andranno a svuotare in Molise e a riempire non so
dove. Nel frattempo, anche la nuova discarica comunale di largo Fossi
comincia a riempirsi di scatoloni e buste blu, bianche o nere portate
da automobilisti provenienti da chissà dove.

Mentre
scrivo, dalla mia finestra aperta continuo ad assaporarmi tutto il
delicato aroma di monnezza, misto alla fragranza emanata dal telone
di plastica che avvolge la nostra protagonista.

La
situazione è grave già da tempo, ma ora, anche volendo,
è impossibile per chiunque far finta di niente e tirare avanti
con la propria vita quotidiana. E’ sempre più forte l’esigenza
di fare qualcosa immediatamente, anche come singoli cittadini: credo
che come me siano in tanti a non riuscire più a stare con le
mani in mano ad aspettare che i politici o i commissari straordinari
risolvano la situazione.

Certo
ci sono alcuni piccoli gesti che già da tempo ognuno di noi
potrebbe e dovrebbe compiere: per prima cosa, come prima emergenza,
sforzarsi di fare la raccolta differenziata e portarla presso l’isola
ecologica; tentare di usare il meno plastica possibile, cominciando
dal cercare di evitare le buste del supermercato portandosi da casa
delle sporte di iuta, dei carrelli, degli scatoloni o delle buste
riciclate; cercare di utilizzare meno plastica in casa magari lavando
qualche piatto o bicchiere in più…

Forse
non è semplicissimo cambiare le proprie abitudini quotidiane,
all’inizio, ma è più che mai necessario, e in poco
tempo ci si accorge che è possibile e che non si tratta di chi
sa quali sacrifici o complicazioni.

Tutto
questo però non basta: sarebbe ora di creare un comitato
cittadino che gestisca i rapporti con i politicanti, sensibilizzi la
gente sui reali problemi dell’ambiente e proponga delle alternative
ai governanti di turno. Un comitato potrebbe fare pressione per
l’attuazione di alcune misure anche semplici e immediate: per prima
cosa andrebbe richiesta con urgenza la raccolta della differenziata
porta a porta, che dovrebbe essere promossa anche tramite incentivi
economici ed iniziative di informazione, per far capire alla gente
come contribuire al meglio (ad esempio lavando le varie confezioni
prima di gettarle, etc.); un’altra iniziativa necessaria sarebbe
quella di incentivare (se non obbligare) i commercianti ad
utilizzare il più possibile l’antica ed efficace tecnica del
vuoto a rendere e dell’uso sobrio di contenitori di plastica vari.
Un esempio pratico riguarda la birra Peroni. La birra più
bevuta in zona è disponibile anche con il vuoto a rendere (in
alcuni paesi vicini l’ho vista con i miei occhi): tramite
un’ordinanza comunale si potrebbero obbligare i bar a mescere
solamente birra col vuoto a rendere. Allo stesso modo si potrebbero
spingere i supermercati a evitare l’uso di quelle inquinantissime
vaschette gialle del reparto salumeria e macelleria, tornando alla
più semplice carta oleata (che pesa anche meno, visto che
paghiamo pure “l’irrisorio” peso della vaschetta).

Questi
sono soltanto alcuni esempi, tra i più semplici da realizzare,
tra le tante azioni che si potrebbero intraprendere per riportare la
situazione non dico ad un livello di sostenibilità ecologica,
ma almeno a quel minimo di decenza che si riesce a mantenere non solo
in tante regioni d’Europa e d’Italia, ma anche in alcuni comuni della
nostra disastrata Campania: se ce l’hanno fatta a Mercato San
Severino perché non dovremmo riuscire anche qui?

 

Il
problema riguarda tutti i cittadini: non ha più senso delegare
tutte le responsabilità ai politici e dar loro tutta la colpa
perché non sono certamente loro a produrre e buttare così
tanta monnezza dappertutto. La gente comune fa la sua parte, per
esempio tenendo pulite e lustre le proprie case e sporcando
tranquillamente i quartieri altrui. Penso che un paese così
bello non si meriti questo, da “straniero” provo molta rabbia a
vedere un così interessate sito, pieno di storia e pieno di
monnezza.

contatti
per scambio di idee e proposte di mobilitazione


bastamonnezza@gmail.com

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1 Response to Arrivano le belle giornate e l’odore è quello “tipico” della primavera

  1. sandro petrisor says:

    SONO TOTALY D’ACORDO CON TE,MA SI PUò FARE QUALQOSA,CIOè NOI COME GENTE NORMALE?

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