La ragazza con la pistola (M.Monicelli)

  dialogo parte finale:

[…]

Vincenzo. insomma adesso mi posso
permettere di tornare al paese e aprire un bar tutto mio, bello,
grande e giusto nella piazza lo voglio aprire

Assunta. ma tu poi ti sposasti?

V. e che ti pare che sono il tipo che
si sposa una ragazza inglese? Pensa che una volta ho vissuto per due
mesi con una ragazza, come marito e moglie, “concubinaggio”. Lei
mi voleva bene però ogni tanto mi diceva -sta sera esco con
gli amici- e io ci diceva -scusa ma se mi vuoi bene perchè
esci con gli amici- e sai cosa mi rispondeva: -l’amicizia è
importante come l’amore-

A. vabè, tu casa facesti allora?

V. io ci dissi, tu devi scegliere o me
o gli amici

A. e lei che fece

V. scelse gli amici

A. eh. Ma tu casa volevi da lei, cosa
andavi cercando

V. Assunta, io voglio una donna che sia
mia

A. e pensare che tutto questo è
successo con la stupidaggine che abbiamo passato una notte insieme

V. perché la chiami stupidaggine
Assunta

A. volevo dire una cosa senza
importanza

V. no Assunta, senza importanza forse
per la gente di questo paese ma non per me

A. cosa intendi dire?

V. voglio significare che secondo i
nostri sacrosanti principi, io ci ho ancora qualche diritto sopra di
te e proprio per quella notte

A. non capisco quello che vuoi
significare

V. Assunta, tu siciliana sei come me e
capisci benissimo il mio significato

A. è inutile che mi guardi così,
cambiai, molto profondamente

V. vuoi ballare?

V. Assunta, ti ricordi al paese quando
ballavamo fra uomini sul terrazzo. Io stringevo a Carmelo e mi
immaginavo di stringere a te

A. e io ballavo con mia cugina e
intanto pensavo -Vincenzo, stringimi-

V. e perché ridi Assunta?

A. agitazione. E’ la prima volta che
balliamo insieme noi due, la prima.

 

Vincenzo l’accompagna a casa 

A. è meglio che ci salutiamo
qua, ciao

V. non aspetta, permetti un momento?

A. no, attento

V. permetti che entro un momento, ti
vorrei parlare…fermati Assunta non sparare…ti sposo

A. scarica è, la tengo solo per
ricordo

V. non hai più bisogno di quella
pistola, perché da quando ti ho rivista ho capito che la mia
vita senza di te non ha nessuna importanza

A. ah…ma tu lo sai, fredda come il
marmo sono io

V. Assunta. E allora perché ti
cascò la pistola, ah? Assunta, io ti sposo

A. ma già una volta m’ingannasti

V. hai la mia parola assunta

A. e allora si, siiii

V. però ritorneremo in Sicilia
ma a Catania

A. dove vuoi tu

V. a Catania nessuno conosce la tua
vita, le tue colpe

A. a Catania nessuno le conosce

V. questo è un segreto che
porteremo con noi fino alla tomba

A. fino alla tomba, dove vuoi tu

V. e promettimi una cosa Assunta: che
dimenticherai tutto il tuo passato

A. va bene non me lo ricordo più…

V. e un’altra cosa…che rinuncerai per
sempre alla tua libertà

A. ma che me ne faccio io della mia
libertà, incatenata a te voglio stare

V. così mi piaci…

La mattina dopo dopo una notte di sesso Assunta fugge

V. ma dove vai disgraziata. Assunta,
che fai disgraziata, Assunta

Buttana eri e buttana sei rimasta!

 

 

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2 Responses to La ragazza con la pistola (M.Monicelli)

  1. arte says:

    mi è venuto di sbobinare la parte finale, ma condividerei l’intero film: uno dei migliori che abbia mai visto, soprattutto per come è scritto…

  2. b says:

    fantastico, gli incubi del film sono alcuni dei momenti migliori del cinema italiano.
    Dialoghi e recitazione fantastici, tranne nella parte più all’americanata sentimentale…
    ciao
    b

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