AL BAR: dialogo tra un anarchico ed un freakketone

riferimenti a fatti e a persone proprio non ce ne; i luoghi sono reali, ma non credo che questa gente vivi in quei posti.

Oggi giorno personaggi così si trovano solo nelle colline della Toscana nell' Umbria. Auspichiamoci tutti un ritorno di capelloni in Campania.
 

personaggi: A= anarchico, F=
freakkettone

F – che palle con questa Peroni

A – guarda mi hai rotto la minchia, tu
ti fai tremila canne sovvenzionate dallo stato e dalla mala

F – tu ti sei calato già quattro
peroni piccole ed è ancora mezzogiorno

A – io la mattina lavoro duro sai…

F – si, scrivi in quei cazzo di
giornali tutti uguali e io zappo per regalarti le melanzane

Ci troviamo a San Pietro e Paolo,
frazione di Caizzo, provincia di Caserta, vicino ai monti del Matese
(ricordate al caffè di Malatesta?). I nostri due amici sono
molto diversi: uno beve le Peroni, l'altro pure ma in più si
fuma gli spinelli.

Tutti e due hanno fatto tante
esperienze per il mondo, soprattutto nei primi anni del secolo XXI.
“F”, ha viaggiato con i passaggi, dormito nelle stazioni,
scollettato e bevuto il profumo per sballarsi e attaccato la colla
per fare i collage; “A”, ha viaggiato con il camion perché
montava i palchi, poi andava a dormire dai compagni e mangiava vegan:
ha desiderato un pezzo di formaggio e una corda di salsiccia per
tutti i suoi spostamenti.

Hanno visto parecchio: Berlino, Londra,
Copenaghen, Atene…hanno amato tanto, ma l'idea del bar, lo spirito,
l'anti-anti del bar era troppo forte.

Si ritrovano in questo piccolo borgo
contadino perché fanno dei lavoretti e gli affitti sono
economici. Uno ha una macchina sfasciata, l' altro un furgone, uno
coltiva la terra e l'altro mangia a sbafo.

Sono così: litigano, si
'mbriacano, ma si vogliono bene e forse dell'ideologia se ne fottono.

A – senti, io mi sono rotto: adesso non
faccio più politica, divento come te. mi metto a guardare i
fiori, a coltivare l'orticello e non mi vesto più di nero

F – magari ti compri la camicia a
quadri di quando eri metallaro negli '80. Io mi ricordo benissimo dei
tuoi primi passi nella “vita sociale”, eravamo molto simili, poi
ti hanno fatto leggere quel cazzo di libro di Max Stirner e ti sei
rincoglionito. Gli Ebrei, l'individuo, Marx incazzato.
Guarda io non ti capisco: se vuoi comportarti come me (cioè fai
quel cazzo che ti pare), ma te lo devi giustificare con l'ideologia,
non ti capisco

A – no, non è ideologia. E'
che quando NOI faremo un mondo diverso tu sarai contento di offrire
il latte delle tue capre a tutti i miei compagni che adesso odi
perché parlano male di tutto e non si mangiano un cazzo,
tranne i ceci. Ricordati che, dopo la rivoluzione, anche loro
mangeranno carne e formaggio, anche loro si vestiranno colorati:
adesso sono solamente a lutto, tutto qui. Il lutto dell'umanità
che si distrugge, ed io non vedo l'ora che tutto bruci e, per
auto-combustione, crollino le cattedrali e le carceri….anzi no: le
cattedrali sono comode, hanno una bella architettura e ci faremo i
festini

F – non ti capisco, non capisco i
tuoi amici…ah, scusa compagni (io sono tuo amico perché ti
sopporto da quando eravamo alle medie). Ci rompete le palle con
questa bandiera: tutti cantano “bandiera rossa”, voi invece
l'avete a due colori, rossa ma pure nera…

A – io no: la mia è tutta
nera!

F – nera, come i fasci?

A – smettila di prendere per il culo.
Sai benissimo di cosa parliamo, sai benissimo che ti rompo il culo
se scherzi in questo modo

F – hai visto, ti ho toccato la
bandiera nera e subito ti sei incazzato

A – non per te. perché
Mussolini ha letto Stirner, perché si è fottuto il
nero. Perché Hitler si è fottuto Nietzsche e Wagner e
perché voi, pseudo-comunistelli, avete paura di noi!

F – vabbò, se qui si scherza
OK, altrimenti ti picchio. Lo sai benissimo che non sono comunista e
che la canzone che più odio è “hasta siempre
comandante”. Sai bene che non mi definisco, ma vivo, vivo e coltivo
la terra e ti faccio mangiare bene senza però pensare a questa
cazzo di rivoluzione che solo un romantico come te può
immaginare

A – romantico a chi?

…continua

seconda parte 

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4 Responses to AL BAR: dialogo tra un anarchico ed un freakketone

  1. antonio strano says:

    ciao nto, ho letto adesso che l’idea ti è venuta mentre sonnecchiavi, anch’io pensavo di scrivere qualcosa al riguardo, sto scrivendo una cosa un pò saggistica, quella narrativa l’hos critta l’anno scorso in francia, se vuoi te la mando via mail, e un’altra cosa è gia stampata e potrei mandarti una copia o organizzare uan presentazione da qualche parte dalle vostre parti, conoscevo D. e S. che fine hanno fatto? Salutameli se li vedi? Magari organizziamo la presentazione lì a aiazzo, una delle prime presentazione del mio primo romanzo Un pò come Giufà la feci a napoli al negozio equo e mi ospitarono B. e G. e E. e A. e anche D. e S.
    angelo

  2. hjk says:

    anche le carceri conviene lasciarle in piedi. tornano buone per i festini e in più ci vengono ottime fotografie
    http://flickr.com/groups/imprisoned/pool/

  3. NTo says:

    hai proprio ragione
    mi era venuta l’idea mentre sonnecchiavo e poi non sono riuscito a scrivere bene quello che ci avevo in testa: questione di memoria!

  4. ajorn says:

    bella l’idea, un po’ meno lo svolgimento

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