Giù la maschera don Gelmini!

Un caro amico e compagno, questa mattina mi aveva chiesto se potevo pubblicare su "arte non arte" un suo scritto su don Gelmini. Gli avevo risposto istintivamente di stare attento perchè gli uomini di chiesa sono incazzati con Noblogs, gli ho accennato della storia di Luca Volontè contro La Molle Industria e cose del genere.

L'articolo non offende "purtroppo" nessuno, è un diario di vita vissuta, di incontri e letture, di strada e viaggi; tutti sappiamo come i nostri "amici" preti sono bravi a toccare il pisello ai ragazzini, io per primo sono diventato ateo ed anarchico perchè alle medie il prete giovane della nostra parrocchia ci "allisciava i peli del pube": come nei documentari anche lui trasferito, anche lui a continuare la sua strada di uomo represso.

NTo 


di Antonio Strano

Un anno e mezzo fa vidi un film, o cortometraggio, di Alberto Castiglione. Ero in Val di Susa, al Valsusa filmfestival. Il cortometraggio parlava di Mauro Rostagno. Per un problema tecnico ci fu una pausa forzata nella sala. Il lettore del dvd non riusciva a sbloccarsi. Un pò di imbarazzo da parte degli organizzatori, ma poi il film partì. In quei giorni partecipai alla nottata di artisti contro la mafia organizzata dall'Associazione Libera. Ero stato coinvolto dal'associazione ACMOS, sotto associazione di Libera. Da qualche mese abitavo un pò qui un pò lì.  E mi meravigliavo di come non ero ancora riuscito a dormire una notte all'aperto, cioè fuori, pur non avendo una casa mia dove tornare, mia nel senso di "solo mia" per un conttratto di affitto o per un senso di appartenenza legale. Le case "sicure" che avevo erano tutte ad almeno mille chilometri da dove mi aggiravo in quel periodo. La notte degli artisti contro la mafia la trascorsi in Piazza San Carlo, a Torino, sotto un tendone insime ad altri tre o quattro ragazzi dell'associazione ACMOS. In teoria una ragazza dell'associazione mi aveva detto che mi avrebbe ospitato in una casa, o la sua o quella di qualcuno dell'associazione. Non per accusare o per sottolineare "mancanze" di quella ragazza o della sua associazione. Ma notai con una punta di "ingenuità" che la prima notte trascorsa "involontariamente" per strada, me l'avesse "donata" un'associazione di assistenza e solidarietà!
In quel periodo mi stavo concentrando su un tipo di letteratura "sommersa", o "incoffessabile", non come quella di Melissa P., per intenderci, per esempio citavo (e leggevo e vendevo nei banchetti itineranti) libri come Il senso della vita è non rompere i coglioni di G. Nardella, Mara come me di M. Salvia, Fedeli alla roba di A. Panebarco, e facevo esercizi, prendendo spunto anche da quei libri, di scrittura terapeutica e liberante, partendo dagli orrori negati dei nostri giorni. Ovviamente citavo John Fante ( e leggevo svagatamente qualche suo racconto e romanzo trovato o comprato qua e là).

Tornando alla sera del film su Mauro Rostagno, ricordo che mentre un imbrarazzato organizzatore cercava di gestire la situazione prima che il lettore dvd si sbloccasse, gli chiesi se potevo cantare una storia, con voce e chitarra, "nell'attesa". Avrei cantato la storia che cantai l'indomani durante la notte degli artisti "contro la mafia"  (a margine: ancora aspetto il video della ragazza che mi telefonò tempo dopo per sapere il mio nome e cognome "che lo dobbiamo mettere nel video che stiamo realizzando"). L'organizzatore mi disse che non era il momento e che comunque mi ringraziava.

La storia di Turiddu Carnevali che avrei cantato l'ho presa da un libro di poesie di Ignazio Buttitta. Ricordo che quella stessa sera Umberto Santino, presente in sala, mi disse che quella versione, che inizia con le parole Angilu era e nunnaviva ali, nugnera santu e miraculi facìa, secondo lui è troppo "sdolcinata", e che c'è una versione, nel libro Il poeta in piazza, meno sdolcinata. La storia di Turiddu Carnevali, ma anche quella di Mauro Rostagno, mi facevano ( e mi fanno ) pensare a quella di Marco Salvia, di cui, digitando il suo nome e cognome su google, sapevo che "è in pericolo, è stato lasciato solo e in Italia chi è nelle sue condizioni rischia grosso". Nel documento trovato su internet c'era scritto il motivo per cui Roberto Guarguaglione faceva quelle dichiarazioni di solidarietà e preoccupazione per Salvia. Marco Salvia aveva da poco pubblicato il romanzo- verità Mara come, omicidio in comunità. Dopo un anno dall'uscita, indignato da alcune affermazioni di don Gelmini durante una sua comparsa a Porta a Porta di Vespa, Salvia era uscito allo scoperto, dicendo, per chi ancora non lo avesse capito dopo aver letto il romanzo, che le vicende descritte si ispiravano a strutture e metodi di don Pierino Gelmini. "Degno amico di Publio Fiore (e ognuno ha gli amici che si merita)", scriveva su Avvenimenti Adriana Zarri di don Gelmini nel 1999, all'approssimarsi dell'alleanza tra Forza Italia-AN-UDC e i radicali di Pannella. Don Gelmini, riportava A. Zarri, ha fatto sapere a Berlusconi e compagnia, che ha il potere di spostare due milioni e mezzo di voti. "E' un'espressione di potere, vero o presunto, indegno, per un cittadino, per un uomo, per un prete". Il nuovo tormentone mediatico per le accuse a don Gelmini di violenze sessuali è solo una punta, e nemmeno tanto acuminata, dell'iceberg che sta sotto…..

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8 risposte a Giù la maschera don Gelmini!

  1. Anonimo scrive:

    Siete sicuri che il msg: (Inviato da Iacobbe Michele 14 Nov 2008, 03:44) l’autore è il sig. Iacobbe Michele? ve lo dico io, perchè il msg l’ho inviato io giusto per aprire un dibattito, preciso che Iacobbe non ha mai inviato quel msg, è preciso che in un blog lo stesso Iacobbe Michele dichiara sottoscrive che non ha mai inviato copie delle intercettazioni a nessun sito, io invece ribadisco che Iacobbe Michele è in possesso di svariati stralci di intercettazioni della vicenda Gelmini è in molte occasioni ha consegnato a giornalisti alcuni documenti che fanno parte di segreto istruttorio, poi si avvisa al Iacobbe Michele di stare molto attento a fare nomi e cognomi sui blog, perchè se lui si è voluto circondare di fama e successo (giustamente per quello che ha subito) gli altri vogliono partecipare rimanendo anonimi, se il blog lo permettono, lui non è nessuno per fare come al solito di testa sua, questo è il primo avviso, successivamente se ciò non si vedra come richiesto verranno presi seri provvedimenti, perchè se ha ragione sulla vicenda Gelmini, lo stesso non si può permettere di avere ragione anche se ha torto, se sbaglia deve ammettere le colpe e no approfittare di un esercito di suoi sostenitori a farglela passare liscia su molti errori che ha commesso, che il Iacobbe non era un santo si sapeva, ma che il Iacobbe lo vuole diventare adesso approfittando dell’onda favorevole, questo mi sa di opportunismo maschino.
    Quindi sig. Iacobbe Michele lei mandi avanti la sua battaglia come crede, ma rimanga nei limiti, perchè se lei come ripetutamente ha afferamato di voler ammazzare una persona (ammettendolo con un SMS che lei ha inviato, ed è ben conservato) che ha suo dire rischia l’ergastolo, mi sembra eccessivo, poi non divulgandoci per evitare di compromettere il suo Avvocato se si ricorda bene anche nell’ufficio del suo Avvocato disse in dialetto Barese (Avvocato io questo l’accido) poi per sua fortuna intervenne la Polizia. Da questo momento ogni commento che lei farà o se qualche anonimo lo farà per conto suo o minaccia direttamente o indirettamente, mi vedrò costretto a rivolgermi agli organi competenti dello stato.
    Grazie.

  2. nto scrive:

    salve Michele
    provvederò ad inviare il tuo commento al mio amico che ha scritto l’articolo. Da parte mia apprezzo moltissimo quelli che come te non aspettano il gregge per muoversi ed andare avanti…in bocca a lupo e vedrai che prima o poi quel porco verrà riconosciuto come tale!

  3. Iacobbe Michele scrive:

    Sono Iacobbe Michele, colui che ha reso un inferno la vita a Gelmini, non metto avanti il Don, perchè di Don non ha nulla.
    Un appello: il processo è lungo, quindi c’è tempo per tutti qelli che ancora non anno avuto le palle di uscire allo scoperto come ho fatto io.
    Provo pena per quei ragazzi che ancora oggi si nascondono dalle malefatte del Gelmini, molti non vogliono capire che il Gelmini è rimasto solo, è finito, nessuno lo spalleggia più, è una bomba che sta per scoppiare da un momento a l’altro.
    Uniamoci e non attendete l’ultimo giorno della vostra vita a cercare chi vi confessi per un peccato che avete subbito e che non avete nai avuto le palle per tirarlo fuori prima. Molti ci godono sul fatto che io in prima persona mi sono esposto, così molti di voi si sentiranno soddisfatti perchè contenti del fatto che uscito tutto fuori e con la garanzia di non essere i primi e neanche gli ultimi, ma come spettatori offesi con una maschera apparentemente sorridente, ma la verità che ancora soffrite, il dato di fatto è che volete giustizia senza averla chiesta, ma il punto è che siete senza palle.

    Un saluto da Iacobbe Michele.

  4. antonio strano scrive:

    Oggi il Corsera torna sulle accuse a don Gelmini, vedremo come va a finire? Vedendo il titonio tolo in prima pagina ho sussultato, non pensavo si riuscisse a sollevare la questione così frequentemente, mi viena da complimentarmi col Corsera, an

  5. angelo maddalena scrive:

    oggi la repubblica è tornata a perorare la causa del santon gelmini, raccontando il ritorno ad amelia del Santo Gaglioffo e Mafioso Pappone, dobbiamo aspettarci una 2copertura” del genere, il San Gelmini GAglioffo e Mafiosa,mente razzista torna a scagliarsi contreo nemici invisibili, ad attaccare la nostra dignità di persone libere e autodeterminate, cita san francesco e dovrebbe vergognarsi, lui, don Gelmini, simbolo dell’accumulo, della truffa e dell’oltraggio, ma purtroppo il paese in cui viviamo gli permette tutto ciò, è significativo che il Vaticano non gli sia così vicino come lui dice, se un cardinale e altri sacerdoti lo hanno invitato a uscire dal suo traffico e dal suo business, lui scalpita, fa come un mostro che sta norendo e da colpi di coda e morde e scalpita, appunto, dicendo cose allucinanti come per esempio “pensavano di avere a che fare con un coniglio e invece si trovano di fronte un cane che morde”, paradossalmente dice la verità, è proprio un cane che morde, ma a differenza del cane accumula beni, soldi e vergogne, stracciando il messaggio evangelico al quale dice di ispirarsi, nella buona tradizione ecclesiocentrice e fanatica di gente come Escrivà de Balaguer e pio LAghi (vedi connivenze con generali della dittatura militare argentina) e Giovanni Paolo II (totalitarista e connivente con dittature militari in Nicaragua), insomma, come diceva Arturo paoli, “Uniamoci contro l’Opus dei!”,

  6. NTo scrive:

    grazie a tutti
    mi fa molto piacere che avete usato il mio spazio. quasi quasi adesso inserirsco questo lungo commento come articolo. grazie ancora…

  7. antonio scrive:

    E’ importante e coraggioso e meritevole di lode chi racconta le proprie espereinze e soprusi subiti da parte di don gelmini, son contento, non sapevo ci fossero tante persone disposte a raccontare questei segreti che spero diventino sempre più luminosi abbiate il mio sostegno morale e non solo, sono stato operatore di comunità e hos aputo mano a mano notizie su don gelmini, hos critto un racconto verità che se volete, se mi date una mail, vi spedisco, l’hos critto prendendo spunto dal libro di marco salvia, mara come me, voi che scrivete questi commenti avevte letto il libro di salvia? iosì, comunque teniamoci in contatto antonio

  8. Bruno scrive:

    Sono allibito per come il Don si difende da una verit� nota a migliaiaE’ da quando era parrocco nel Grossettano e in seguito raccolse Alfredo Nunzi un alcolizzato (non tossico) in casa (ovvero villa a Casalpalocco) e girava con delle fuori serie che dell’IMPOSTORE don Gelmini gi� pregiudicato si sapeva che era pederasta. Si sapeva e noi ex ragazzi di vita non ci facevamo caso abituati a incontri molto pi� scioccanti e sbrambi che un prete milanese montato che si spacciava per Monsignore del Vaticano. La sua casa era un miscuglio di paganit� e kich barocco con madonne antiche quadri e oggetti presi nelle varie sacrestie da dove l’avevano cacciato. Una condanna a grossetto per molestie, cancellata dal casellario giudiziario, condanna per truffa cancellata dal casellario (ma gli archivi dei giornali conservano gli articoli, grazie a Dio ) Migliaia di ragazzi hanno ricevuto le sue attenzioni di satiro infoiato ma ben astuto e abile seduttore. Vedi Io credevo che da quando gli s’era fatto lo scherzo poi firmato impropriamente dai luther Blisset avesse fatto giudizio e imparato che prima o poi la cosa sarebbe saltata fuori— – la storia la so lunga e non mi tiro indietro a raccontarla. Sono esattamente 23 anni che la racconto nelle buone case, nei salotti, nelle piazze, nei miei discorsi, la raccontavo a tutti, pochi mi credevano, ora � diverso, ora alcuni ragazzi usciti dalle comunit� e con la loro vita fortemente in mano ne parlano,( vedi http://www.bispensiero.it/index.php?option=com_content&task=view&id=317&Itemid=109 ne ha parlato e ne parla l’ex comunitario Marco Salvia poeta e scrittore “Mara come me ” edizione stampa alternativa e continuer� a parlarne io finche il Don invece di fare il buffone con una difesa ad oltranza sputando sul sacramento del sacerdozio e sulla Verit� che tale stato lo obbliga . Il classico prete falso, prete che Cristo condannava con ferocia. “Chi ha un po’ di discernimento sa riconoscere. Bruno Zanin wwm.brunozanin.it Da Bispensiero per uno dei tanti Scritto da Bruno, il 05-08-2007 16:08 Caro “uno dei tanti” il tuo blog non funziona quindi ti scrivo qui……….Q.ando ho letto quello che hai scritto qui sopra mi si � stretto il cuore, e mi sono detto: adesso gli scrivo subito e infatti lo sto facendo… io non ho ora tempo e voglia di raccontarti per filo e per segno tutto tutto di come e quando ho conosciuto il Don che all’epoca si faceva chiamare Monsignore, incontro sin allora scioccante, avevo 17 anni, sar� forse perch� ho il dente avvelenato contro i preti per essere stato abusato e” modificato geneticamente ” nella sessualit� da uno di loro, e il destino me li mette sempre tra i piedi a questi preti Dott. Jekyll, Mr Hyde, che devo sforzarmi a non farmi sopraffare dalla rabbia e dal furore, cos� f� con Don Gelmini, incontrato quella prima volta per caso-mi prostituivo e lui, pietoso samaritano, raccattatomi con l’amico con cui stavo e portatomi nella sua villa, and� a mettere l’olio e l’aceto non tanto sulle feritee, ma su ben altro… il destino ti dicevo ha voluto che le nostre strade si incrociassero pi� e pi� volte. Figurati che molti anni dopo averlo conosciuto, invitato dallo scrittore Carlo Carretto dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucault nella sua Comunit� di Accoglienza a Spello, arrivato che fui alle 2 di notte da una camminata a piedi di una settimana – Rimini Assisi- venni sistemato nella cameretta assieme a un ragazzo di 19 anni in crisi di astinenza, l� rifugiatosi la sera precedente dopo settimane di piazza perch� scappato da Mulino Silla giacch� il Don l’aveva ripetutamente sessualmente molestato. Punto Cominci� con M. una grande amicizia. Durante quei giorni che fummo assieme egli mi apr� completamente il cuore e io il mio, avevo compiuto quel pellegrinaggio solitario per risolvere un problema spinoso – M. mi raccont� tutto tutto di s�, della droga, dei problemi famigliari, degli sbattimenti per procurarsela, dei reati commessi , casini vari e idi come in comunit� aveva creduto di uscirne, i raccont� del metodo usato quando uno entra e su cosa accadeva a Mulino Silla man mano che il programma proseguiva. Mi parl� della durezza del Don, delle attenzioni e favoreggiamenti che esercitava nei confronti di qualche “beniamino ” altress� dellle sue mani che a un certo punto durante la verifica nella stanza del silenzio….. andavano a frugare nei calzoni , i baci in bocca con la lingua e della masturbazione che faceva mentre ipnotizzato non riusciva a capire cosa gli faceva non potendo reagire. E mi raccont� di come un giorno si era rifiutato e il Don l’aveva trasferito in altra comunit� alch� lui era scappato. Con M. ci rivedemmo anche dopo quel soggiorno, conobbi il padre, la madre, famiglia della media borghesia, ( padre avvocato, madre farmacista) i 2 fratelli,di cui uno il pi� piccolo tossico pure lui, M. fu da me ospitato a casa mia sulle alpi, con mia moglie e figli, rimase senza farsi per un mese, poi, tu sai bene come � difficile smettere l’eroina, and� gi� in valle nella cittadina a fare un giro, conobbe dei balordi e ricominci� a bucarsi…dormiva nei fienili, nelle macchine, rubava, spacciava ect, il padre venne a riprenderlo, M. si riprese entrando nuovamente in comunit�, non Mulino Silla ma a Castelaneda credo, ebbe ancora ricadute si riprese ancora e definitivamente e dopo anni di lotta contro quel demone ora � un uomo che sebbene non beva non fumi, fatica un po’ a vivere perch� la roba un po’ lo ha scentrato ed � pieno di fobie e di fissazioni (suo fratello tossico intanto � morto di over 4 anni fa) M. oggi � in cassa integrazione, tira avanti la carretta con grande dignit� e io lo ammiro. (Tra parentesi ieri al telefono che gli comunicavo la notizia apparsa sulla Stampa, mi diceva le STESSE IDENTICHE COSE CHE DICI TU : E’ difficile denunciare uno che ti ha fatto anche del bene, che ti ha accolto quando eri una nullit� e nessuno ti voleva) E dunque passa del tempo e io un bel giorno vado a vivere in un paesino vicino a Rieti e affitto una vecchissima torre in una sorte di maniero …abitanti 300, tra questi chi c’era anche residente pur vivendo altrove? Don Gelmini. Don Gelmini? Per ottenere in accomodato dal comune un castello posto l� davanti al paese , in riva al lago, castello semi diroccato, il Gelmini aveva dovuto prendere la residenza l�. E un bel giorno lo incontro a una manifestazione religiosa da lui presidiata con quel apparato da operetta con cui si veste in tali manifestazioni ovvero con quella cipolla holliwoodiana in testa e mi faccio pi� vicino fin tanto che lo guardo negli occhi e…flash dietro quelle lenti ebbi l’impressione di riconoscere gli occhi del prete che quaranta anni prima aveva abusato di me in una colonia alpina al Nord Italia quando avevo 13 anni. Da quel giorno � iniziata la guerra contro Don Pierino ……… Ti racconter� il resto in altro momento perch� oggi sono esausto e devo fare un brek, rispondi a questa mia e-mail e raccontami un po di te…se ti va ….intanto ti incoraggio a far partire il tuo bloh,- bella iniziativa- io ho provato a mettere il primo messaggio ma non sono riuscito…ciao bruno http://www.brunozanin.it unodeitantiScritto da unodeitanti , il 04-08-2007 19:33 salve sono un ex tossico che ha trascorso un periodo nella Comunita di Don Pierino… anche io ho subito moletie sessuali da DOn pierino ve lo assicuro tutti del centro di Mulino SIlla sapevano dei suoi vizietti.. io sono stato anche in altri centri con lui.. ne ho viste parecchie.. trover� la forza per raccontarle…. e allucinante la cosa piu difficile e andare a denunciare una persona che ti ha aiutato in un momento di grande difficolt�… e difficillisimo…Segnala 2 assurdoScritto da unodeitanti , il 04-08-2007 20:02 come � difficilissimo far capire alle persone che quando si entra in comunit� lo stato psicologico � un disastro… io soffrivo di una psicosi tossica dovuta all’uso di ecstasy.. avevo delle crisi bruttissime.. come me tanti ragazzi sono stati fragili psicologicamente e nel don vedevano l’unica salvezza… tutti noi del centro Mulino sapevamo i suoi vizietti… molti erano increduli perche non tutti ricevevano avance….ma tutti quelli a conoscenza chiudavano gli occhi… per noi era una un pontino nero su un foglio bianco… frase che il DON ripeteva sempre…

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