LA REVOLUTION (Michele Straniero/Mao Tse-Tung)

Vorrei coinvolgervi per stravolgere, migliorare, « schifare » questo testo tratto da un discorso di Mao.
Negli anni ’60, M. Straniero lo mise in musica, una sorta di swing con chitarra elettrica e batteria ma si potrebbe eseguire benissimo anche in acustico.
Questo brano potrebbe far parte del mio lavoro sul plAgio che ho in mente da qualche anno: infatti, vorrei lasciare la musica uguale e rivedere (con sarcasmo? Ironia?)completamente il testo. Ne approfitto per ringraziare Ilda che l’ha prima « sbobinato » e poi tradotto in italiano.
 

Spero che si possa lavorare collettivamente su questo testo, spero che abbiate delle belle idee…non so se esistono degli esperimenti del genere o dei riferimenti da seguire….

La mia idea di rivoluzione è quasi opposta a quella descritta (e condotta) da Mao ; non nascondo un certo timore che provo leggendo : « […] una classe eliminar un’altra classe […] l’ordine nuovo rimpiazzare la vecchia società “, “La rivoluzione non si fa come un’opera letteraria, con l’amore e le canzoni”.
Per questo motivo chiedo la vostra collaborazione.
 
Non vorrei dilungarmi sull’argomento “rivoluzione” oggi o ieri, sulla rivoluzione popolare o “dall’alto”, sull’utilità dell’atto individuale. Credo che l’eterogeneità degli anarchici è una forza e non un limite (anche se esteriormente tra compagni ci si odia l’un l’altro…ma passerà). Credo che una visione anarchica del futuro (scusate se dico futuro: chiamiamolo utopia?), sia comune un po’ a tutti.
Bakunin scriveva: “la nostra missione è di distruggere e non di costruire; altri uomini costruiranno, migliori di noi, più intelligenti e più freschi
L’individualista, il piattaformista, l’organizzatore e l’anti-organizzatore, sono comunque accumunati da una visione rivoluzionaria anti-borghese, consapevoli che la prima, grande rivoluzione (quella Francese) non apparteneva a nessun altro che non alla nuova classe sociale che aveva l’immediata esigenza di affermarsi ; altro discorso vale per la Spagna del 1936…Ecco !
Da queste piccole cose in comune potrebbe rinascere un dialogo, un confronto tra individui fortunatamente diversi ed « unici ».
La frase di Stirner spesso usata da « La Fiaccola » per gli opuscoletti di propaganda : « io troverò senz’altro abbastanza persone che si uniscano a me senza giurare sulla mia stessa bandiera » è comune (lo spero) a tutti gli anarchici ; Stirner la usa dopo aver parlato del partito: […]il partito non è altro che uno Stato nello Stato e in questo più piccolo Stato di api si dice che dovrebbe regnare la « pace », esattamente come nell’altro, più grande. Proprio chi strilla più forte che nello Stato dev’esserci un’ opposizione se la prende poi perchè il partito non è unito. E’ una riprova del fatto che non si vuole che un solo Stato. Lo scoglio contro cui si sfracellano i partiti non è lo Stato, ma l’ unico. […] Il partito come tale è una società già pronta, è un’unione morta, è un’idea diventata idea fissa. Come partito assolutista, esso non può volere che i suoi membri dubitino della verità irrefutabile del suo pricipio ; essi potrebbero sollevare questo dubbio solo se fossero abbastanza egoisti da voler essere qualcos’ altro oltre al loro partito, cioè da volere essere imparziali. Ma imparziali non possono essere quali uomini di partito, ma solo quali egoisti. […] Il partito, insomma, non sopporta l’imparzialità e appunto in essa sta l’egoismo. […]
 
Forse ho scritto troppe cose che non mi competono (questa è una contraddizione !), ma volevo dare un’ idea di quello che questa canzone mi fa venire in mente.
 
LA RÉVOLUTION (Michele Straniero/Mao Tse-Tung)
La révolution ce n’est pas une gala ni broderie
La révolution, elle ne se fait pas comme une œuvre littéraire
Elle ne peut pas s’accomplir avec la même élégance
Elle ne peut pas s’accomplir avec la même délicatesse
La révolution ce n’est pas faire un dessin ou du brico
La révolution elle se fait pas comme l’amour ou les chansons
Elle ne peut pas s’accomplir avec de l’amabilité
Elle ne peut pas s’accomplir avec faux-noble courtoisie
La révolution, elle se fait toujours au bout, oui, du fusil
La révolution c’est un soulèvement un acte de violence
Acte par le quelle une classe élimine une autre classe
Acte par le quelle l’ordre nouveau remplace la vieille société
La révolution….la la la lala la lalalalaa….
 
LA RIVOLUZIONE (tradotto da Ilda)
La rivoluzione, non è come andare a cena a un gran gala (1)
La rivoluzione, non si fa con stile pari ad un bel libro
No, non si può, realizzarla con uguale eleganza
No, non si può, realizzarla con ugual “delicatesse”
La rivoluzione, non è come far disegni o bricolage (orig. BRODERIE= ricamo)
La rivoluzione, non si fa come l’amore o le canzoni (2)
No, non si può, realizzarla con garbo e cortesia
No, non si può, realizzarla con le buone maniere (3)
La rivoluzione, si fa sempre, sì!, a colpi di fucile
La rivoluzione, è un’insurrezione, un atto di violenza
Atto che vedrà, una classe eliminar un’altra classe
Atto che vedrà, l’ordine nuovo rimpiazzare, la vecchia società (4)
 
NOTE: 
1) mangeremo prima di andare e ci vestiremo in abiti comodi: come la tuta della domenica 2) Non si farà più all’amore? Non si canterà: minchia
3) Buone maniere, dizionario: “modo di comportarsi conforme alla morale comune”
4) Qui a Napoli si vedono spesso i manifesti del PMLI, con un grosso faccione di MAO (in sfondo anche i 5 elementi) che dicono di astenersi da queste elezioni per un’Italia rossa e socialista. In obbliquo c’è anche scritto “campagna di proselistismo 2006“
 
Questa canzone è tratta da un discorso di Mao Tse-Tung dove diceva appunto queste parole…
"La révolution n'est pas un dîner de gala; elle ne se fait pas comme une oeuvre littéraire, un dessin ou une broderie (ricamo); elle ne peut s'accomplir avec autant d'élégance, de tranquillité et de délicatesse, ou avec autant de douceur, d'amabilité, de courtoisie, de retenue et de générosité d'âme. La révolution, c'est un soulèvement, un acte de violence par lequel une classe en renverse une autre."
 
versione inglese…
"Secondly, a revolution is not a dinner party, or writing an essay, or painting a picture, or doing embroidery; it cannot be so refined, so leisurely and gentle, so temperate, kind, courteous, restrained and magnanimous. A revolution is an insurrection, an act of violence by which one class overthrows another."
 
-Mao Tse-tung-
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2 Responses to LA REVOLUTION (Michele Straniero/Mao Tse-Tung)

  1. arte says:

    grazie Margot. lei è una delle più grandi interpreti secondo me ed è un onore ricevere un suo commento.
    ma allora, se ho capito bene, Liberovici lo ha musicato e Straniero lo ha cantato?

    la ringrazio e la ammiro

  2. Margot Galante Garrone says:

    Non mi risulta che Michele Straniero abbia musicato il testo di Mao. Mi pare che lo abbia musicato Sergio Liberovici.

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