Tra mito e realtà

premessa: purtroppo giorgio non ha richiamato più e quindi non l'ho sentito personalmente 
 
…per fortuna ha chiamato Giorgio u Cuffaru,
il mitico cantautore del mio paese Santa Croce; ha preso il telefono M. e lui si è presentato così: sono Giorgio, il cantautore del paese di A. Lui è un altro dei miei amici alcolizzati, uno piantato dalla moglie che gli ha lasciato pure i suoi tre figli: Gemma, la grande, per fortuna si è sposata giovane ed è andata via di casa, Emilio, grande amante dell’ozio ha ormai credo quindici anni e nessuno gli da un lavoro perché figlio di Giorgio, poi la più piccola (J)Gessica non so cosa fa e cosa farà della sua vita.
Giorgio è una sorta di giullare del paese, uno che quando ti occorre lo usi per farti due risate ma, quando non lo sopporti più puoi anche picchiarlo: tanto lui è fatto di una specie di tessuto elastico e di vino.
Basso, bassissimo, magro ma biodastro, ha un fratello in Francia che alle volte va a trovare; ritorna poi in paese e mi racconta che lì è tutto diverso, che vorrebbe trasferirsi e invece rimane a Santa Croce a fare il bracciante saltuario. Giorgio vorrebbe cantare, comporre musiche e testi. Ha un approccio al testo stile anni sessanta e alla musica, da profano: cioè canticchia e ricorda la melodia da lui inventata (di solito le sue melodie si somigliano tutte). Io l’ho sempre incoraggiato a scrivere e cantare. Una volta l’ho mandato dal sindaco del paese a dirgli di finanziargli un progetto di una registrazione di un disco, il sindaco gli ha detto che voleva incontrare quello che l’ha spedito in Municipio.

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