In 'difesa' di myspace

Si, lo so

sembra proprio una provocazione, ma vorrei affrontare un argomento tabù, che tratta di uno spazio che moltissimi usano ma hanno vergogna ad ammetterlo.

Myspace si è imposto ormai alla grande e a molti ha dato la possibilità di conoscere altri musicisti, etichette ed interessanti realtà nel campo della musica o dei video o delle arti figurative. Anche in ambienti molto radicali si usa myspace: troverai all''interno del calderone anarchici, comunisti militanti e collettivi politici, persone che nella vita reale conducono serie lotte per cambiare questo mondo di merda.

Ma perché myspace è diventato ormai fondamentale per chi si esprime con la creatività?

 

Questo non si è ancora capito bene, forse perché è l'unico posto dove si ha la possibilità di incontrare e conoscere persone affini che altrimenti avremmo ignorato e che magari vivono dall'altra parte d'Italia o del mondo, magari in un posto piccolo piccolo dove non hanno manco la possibilità di farsi sentire; forse perché la possibilità di chiedere amicizia agli altri utenti ti fa passare quella voglia tipica del web 2.0 di lasciare commenti anonimi e deliranti nei blog della gente.

Ecco i blog, fenomeno solitamente individuale, espressione interiore di ogni scrittore che è dentro di noi: myspace è proprio il contrario, il “volemose bene” della rete, perché più amici abbiamo più girano le nostre cose. Quindi è conveniente per tutti ricambiare l'amicizia con qualsiasi gruppo anche di un genere diverso dal nostro, magari qualcuno ci nota e ci invita a suonare o ci inserisce nel booking o in una compilation.

Ho letto recentemente su pinna.noblogs.org:

Molte band ed etichette che si dichiarano indipendenti usano MySpace per promuoversi, dedicando grande attenzione ai contenuti che inseriscono nella loro pagina. Ma secondo Billboard, le persone che usano la Wikipedia per informarsi su un gruppo sono il doppio di quelle che ricorrono a MySpace per farlo. La ragione sembra essere che se voglio farmi un'idea di una band sono piu' attendibili le informazioni chiare, concise e standardizzate di Wikipedia rispetto ai toni urlati da pubblicita' o alla grafica invadente generalmente presente su MySpace. E' quindi evidente che le band che curano molto la loro paginetta MySpace e ignorano Wikipedia stanno commettendo un grosso errore.

Notizia successivamente ripresa dal blog dei Get up Kids!

Con tutto il rispetto per queste persone (con alcune ci conosciamo personalmente) che nella vita reale si battono per cambiare questo sistema di copyright e padronato culturale, vorrei dire che la cosa non mi quadra o almeno che ormai non la penso più così visto che da qualche mese ho aperto il myspace pure io e mi ha fatto conoscere della gente a me affine.

Wikipedia Italia.

Inserire un artista o un gruppo indipendente su Wikipedia Italia è praticamente impossibile. Wikipedia Italia non accetta link che portino ad esempio a farti scaricare gratuitamente un brano o un intero album e, sopratutto se la tua carriera musicale è “moderna” ed indipendente, cioè se non hai mai stampato per un'etichetta di un certo tipo e distribuito in un certo modo il tuo album o non hai venduto chissà quante copie, verrai (come dicono loro, gli utenti volontari nel loro gergo da intellettuali repressi) tacciato di vandalismo. La tua pagina verrà cancellata e il tuo indirizzo IP verrà bloccato e non potrai nemmeno contribuire a migliorare una voce già esistente.

Vorrei segnalarvi questo articolo che vi consiglio di leggere:

si parla di wikipedia Italia e ad un certo punto si arriva a supporre sugli inserimenti e sull'atteggiamente degli utenti [...]'di istituire una commissione di redattori preparatissimi: studenti, insegnanti, esperti o semplici appassionati di un qualche argomento, ognuno dei quali potrebbe contribuire con l’esperienza nel proprio campo d'interesse e tenendo conto di sorvegliare attivamente, prima della pubblicazione, le proposte e i commenti sui vari nominativi inseriti volontariamente. Ciò per non trovarci, come invece accade, un’enciclopedia i cui partecipanti sono liberi di decidere se crearsi un'identità, fornendo un nome utente e una password, o meno. E’ in questo modo che le sorti della poesia italiana non saranno affidate a studenti di matematica, che le calcolano con le cifre'[...].

Non vorrei mettere in dubbio che la maggior parte degli utenti della rete cerchino musica con Wikipedia, come dice Billlboard ma non riesco a immagine come. Se tu cerchi una band in particolare scrivi il nome su google, se vai su wikipedia alla voce “cantautori italiani” ti trovi centinaia di perfetti sconosciuti che magari non hanno un sito e che ovviamente non mettono online gratis la loro musica ma che parlano solamente dei festival dove hanno partecipato e delle loro collaborazioni.

Allora qualcosa non mi torna, come faccio ad usare Wikipedia per far suonare nel mio spazio un gruppo nuovo o per ascoltarmi un po' di buona e nuova musica rilasciata con le licenze CC?

Il discorso che riguarda la grafica di myspace lo trovo ambiguo. Myspace ammettiamolo è veramente brutto ed è impossibile personalizzarlo davvero, inoltre se vuoi aggiungere video e foto, ti escono fuori dei paginoni pesantissimi da caricare, pieni di roba appiccicata a casaccio in una singola pagina che ti fanno rimpiangere il buon vecchio sito in html. Con questo vorrei solamente dire che sta a te utente ed al tuo buon-sobrio gusto come personalizzarti il paginone. Certo se conosci un minimo di html (linguaggio di programmazione che si usa per gestire il paginone di myspace) saprai che ti converrà inserire immagini leggere ma piacevoli e non sovrapporrai testo su testo, allargando a dismisura la pagina.


Vi sarete accorti che non ho dato un giudizio, diciamo etico su myspace. Vorrei evitare di parlare di questo, anche perché forse è l'unica cosa che tutti sappiamo sul funzionamento di questo “capannone virtuale” e sul suo proprietario; però mi preme ricordare a tutti che col web 2.0 è molto difficile condurre una vita virtuale senza compromessi con le multinazionali di ogni genere.

Ringraziamo i compagni di A/I per lo spazio nei loro server e per le caselle di posta che ci garantiscono anonimato in rete e la possibilità di non utilizzare i vari yahoo e windows live, ma a casa o in ufficio usiamo un sistema operativo e dell'hardware che qualcuno ha progettato e venduto grazie ad un mercato internazionale.

Il sistema operativo che io uso è Ubuntu, Linux “a misura d'uomo” rilasciato da Canonical: una società privata che ha fretta di rilasciare due volte l'anno nuove versioni dell' S.O. piene di bug (meglio buchi che bachi) da tappare nel corso del tempo. Questo è dovuto alla fretta dettata dal mercato, al fatto che è sempre in agguato il rischio che qualcun' altro ti faccia le scarpe e crei una distribuzione Linux più interessante della tua.

Non parliamo della maggior parte degli utenti della rete che usano ancora il sistema operativo Windows e lasciamo stare la vita reale che è fatta di supermercato, sigarette, droga auto-prodotta quasi da nessuno, alcol, scarpe, vestiti, benzina, assicurazioni e revisioni.

Mobile.

Vi ricordate quando vedevamo in giro i primi telefonini cellulari? Mi ricordo che nel 1994 sfottevo tutti quelli che andavano in giro con questo ingombrante aggeggio, mi sentivo più libero di loro perché in tasca avevo solo il pacchetto di sigarette.

Oggi non trovi più nessuno che non abbia un numero mobile privato, il cellulare è stato accettato da (quasi) tutti noi e a mio avviso è quello che sta succedendo a myspace.

No, non volevo fare il discorsetto qualunquista, ma sembra che certe volte dimentichiamo i compromessi che la stragrande maggioranza di noi sono costretti ad accettare per vivere in questo stupido mondo. Perché sempre più spesso sento o leggo inutili critiche provenienti dai detentori della morale, organizzati in istituzioni similclericali e spesso queste accuse mi vengono rivolte personalmente con gratuità soprattutto perché mi sono permesso di parlare di Max Stirner che di certo non si faceva forza grazie a un gruppo di appartenenza o ad una schiera di individui come lui.

La canzone politica degli anni '60

Vorrei spendere due parole sul tanto acclamato articolo uscito su “il Manifesto” dove Ivan Della Mea attacca a più non posso myspace. Della Mea appartiene alla generazione degli anni '60, alla generazione della siae, dei canti di protesta e dei canti popolari che appena scovati si faceva a gara a chi per primo li depositava a nome proprio.

Della Mea percepisce diritto d'autore ma è il presidente onorario dell'Istituto De Martino, Della Mea guadagna dei soldi stando seduto quando qualcuno canta un suo pezzo e state tranquilli che Della Mea non ti concede di suonare gratis un suo pezzo e far poi girare la registrazione: che vuoi, lui è d'altri tempi ed in un certo senso non mi interessa capirne le posizioni, proprio perché lui appartiene ad una generazione precedente alla mia e forse perché preferisco ricordarlo per le magnifiche canzoni che ha scritto e scovato. Non l'ho mai conosciuto di persona e forse mai lo conoscerò, forse è meglio perché adoro le sue canzoni che ho eseguito spesso e spudoratamente senza compilare il borderò!

Della Mea non ha bisogno di farsi la paginetta di myspace, non ha manco bisogno di farsi un sito ed una email; lui suona da quarant'anni e certamente non ha bisogno di visibilità neanche in rete perché, ad un pezzo di storia come lui, non mancano certo le persone che dedicano intere pagine online.

Ecco perché le sue accuse appaiono gratuite, da “nonnetto esperto di vita” che dice ai giovani di stare attenti a queste false illusioni perché ai suoi tempi era tutto diverso e c'erano grandi personaggi; questa cosa mi fa rosicare, perché veramente c'erano grandi personaggi ma molti di loro hanno fatto una brutta fine come Paolo Pietrangeli.

Secondo me Ivan Della Mea pensa pure che i giovani non capiscono un cazzo e che la musica di oggi è una merda e che negli anni ottanta i punk anarchici erano solo dei provocatori, ma è una persona educata e bigottamente comunista e non lo ha nè scritto nè detto.

Noi siamo i giovani con i blue jeans...manco tanto a trent'anni con figli!

Io tengo molto allo scontro generazionale, credo che sia essenziale per la crescita e l'arricchimento di una potenziale “società buona”, gli errori e le affermazioni del passato devono sempre essere messi in discussione da menti più fresche e non da settantenni rigenerati come le cartucce della stampante; non ce l'ho con nessuno in particolare ma odio il fatto che il mondo sia comandato solo da over 60. Questo avviene anche in ambienti anti-autoritari dove il potere si chiama esperienza e rispetto per i più grandi. Infatti come i giovani non vanno via di casa perché non hanno lavoro e convivono con le abitudini dei genitori, in parecchi spazi anti-autoritari i vecchi sono gli unici a portare i soldi per le iniziative (hanno un lavoro fisso o la pensione) e quindi le loro decisioni sono sempre da rispettare, magari la cosa si percepisce con delicatezza, ma la nostra educazione al danaro ci fa rispettare queste abitudini: -io lavoro, ci metto i soldi e tu non mi devi contraddire, compagno caro!- Questo discorso vale anche per le esperienze di vita che i compagni maggiori raccontano di aver vissuto, magari non è vero niente di racconti epici su scontri e perquise varie o coltellate e galere d'altri tempi. Molte cose non si dicono, siamo troppo educati e preferiamo rimuginarcele in testa per anni per poi scoppiare e impazzire completamente trovandoci con in mano un pugno di mosche.

Volevo dire solamente questo, credo che il paragone myspace-cellulare sia molto appropriato; il telefonino cellulare è il mezzo che da la possibilità al potere di sapere dove ti trovi in qualsiasi momento con facilità, quello che se sei un tipo “particolare” ti mettono subito sotto controllo (famosi i click sentiti nelle nostre amichevoli o amorevoli telefonate registrate dalla scientifica). Murdoch non ha ancora questi poteri: lui comanda i diritti del calcio, i gusti della gente, ma ancora non è il capo del mondo, magari lo diverrà con myspace.

Però nel frattempo milioni di musicisti sono riusciti a farsi sentire e ad uscire finalmente dalla cantina del buco del culo del loro piccolo paesello, hanno trovato potenziali amici che magari un giorno incontreranno e ci registreranno qualcosa insieme che poi tutti noi ascolteremo con piacevole sorpresa.

NTo

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Commenti

22 minuti d'applausi!!!

Inviato da bof 14 Mag 2008, 01:55

quello che dici in alcune parti mi torna e in molte no.
partiamo dalla comunita' di cui il tuo blog fa parte, autistici. se ci fossimo accontentati dei servizi web commerciali autistici non esisterebbe. mi pare che nel tuo discorso si sottovaluti completamente l'idea di provare a costruirsi e autogestirsi i propri strumenti.
pensare ad autistici solo come a un servizio "alternativo" e "etico" mi parrebbe riduttivo e banalizzante. alla base c'e' soprattutto la voglia di mettere le mani in pasta, di soddisfare i propri bisogni senza pagare nessuno per farlo al posto nostro. una questione di dignita', se vuoi.
preferisco mille volte una comunita' goffa e precaria come questa che non quella finta e utilitaristica di myspace, dove l'amicizia e' un concetto da marketing.
insomma, molti usano myspace perche' ancora non c'e' niente di meglio e d'altra parte non ci sara' mai niente di meglio se molti continueranno a accontentarsi di myspace.

condivido l'astio verso un certo snobbismo di sinistra, ma il paragone con il cellulare mi sembra un po' tirato per i capelli. se potessi costruire cellulari, distribuirli e magari anche accedere alla gestione delle linee telefoniche lo farei molto volentieri. dato che non c'e' verso mi tocca usare cose commerciali. e' come dire "eh sei anarchico pero' se c'hai un infarto ci vai all'ospedale..!".

insomma credo ci siano delle vie di mezzo tra accontentarsi di tutto e mettere al rogo chi usa strumenti commerciali.

rischi di fornire molti alibi a chi fa delle scelte solo per pigrizia.

Inviato da pinke 14 Mag 2008, 09:32

pinke hai assolutamente ragione su questa parte del discorso.
io ho scritto questa cosa credendo che la leggessero persone che sanno il fatto loro: quindi sanno cosa è realmente A/I e che in qualche modo sanno pure cosa significa autogestire almeno le proprie idee. persone o compagni che magari utilizzano o meglio SFRUTTANO solamente myspace per farsi conoscere.
Credo di aver toppato proprio in questo, il testo così diventa elitario (una cosa che odio!) perché da per scontate molte cose che io negli anni ho assimilato ma che il giovanissimo musicista può fraintendere...mi sa che devo riparare con un approfondimento. Per il resto penso che alcuni spunti soprattutto su Wikipedia Italia e alcuni atteggiamenti siano interessanti.

NB
sei già la seconda persona che mi dice sta cosa dei telefonini...

Inviato da nto 14 Mag 2008, 10:11

Ho letto con molto interesse il pezzo che mi hai segnalato (a proposito, grazie :))
Non sono molto d'accordo con quanto tu dici in molti passaggi. In primo luogo bisognerebbe capire quanto sei tu a sfruttare myspace e quanto è "lui" a farlo. Mi spiego. Il social networking di per sè non è nè bello nè brutto. E' un mezzo di socializzazione, scambio, ecc ecc
Diventa portatore di determinate qualità e accezioni nel momento in cui viene utilizzato in alcuni modi o in altri. Myspace vive della rete che riesce a creare tra i suoi utenti e non solo. A Myspace non importa di che qualità sia la rete e se questa rete sia critica o usata contro di lui. L'importante è che vi sia rete e che tramite essa si riesca a tramutare la relazione in denaro. Perchè è prprio questo quello che fa Myspace: guadanare sulle opere d'ingegno altrui. DI per sè Myspace non fa nulla. Piu' sei tu a fare, piu' lui guadagna. Ora, è vero che anche tu, in quanto utente, hai un tuo ritorno. Ma io credo che sia infinitamente minore rispetto a quello della piattaforma che ti ospita.
Il problema è necessaramente questo: ci interessa stare in quella logica, pur sapendo che non è fatta per "noi"? La risposta è personalee sicuramente risente di molti fattori.
Non dobbiamo pero' dimenticare che le alternative esistono. Non siamo in un eb a senso unico e le sfumature dei progetti culturali sono molte. jamendo.com è una di queste. Non è un servizio "di coNpagni" (:P) ma offre un servizio interessante, che capovolge i rapporti di forza: Il centro è l'opera e il suo artista. Il contenitore (la piattaforma di social networking) è solo una cornice. Le opere hano salva la loro paternità e ben chiari i diritti di appartenenza. In più i soldi delle pubblicità vengono divisi tra gli artisti. Ovvro: un progetto commerciale ma con una logica differente. Perchè il discrimine non passa per la commercialità del progetto. Passa per il livello ed il numero di diritti cui si è disposti a rinunciare nel momento in cui si decide di mettere le proprie opere online. Jamendo è un esempio ed esistono altri progeti analoghi. Il problema non è quale progetto ma sotto quale logica si decide di sottostare. L'analogia si puo' estendere a noblogs. L'importanza di un servizio come questo non risiede solo nel fatto che è una delle scelte possibili, ma nel fatto che è un servizio che si basa su logiche diverse in grado di soddisfare bisogni particolari.
Il che è un po' differente da quel che scrivi. Cosa che per altro in alcuni passaggi (come quello su wikipedia) è abbastanza condivisibile.

ciao!

:)

Inviato da ombra 31 Mag 2008, 10:33

grazie Ombra
diciamo che la pensavo così pure io fino a poco tempo fa, devo anche ribadire che il mio myspace non lo pubblicizzo, soprattutto su noblogs. noblogs poi è uno spazio serio, ci vorrebbe una cosa del genere per quanto riguarda la musica.
invece, nel campo musicale, non credo esistano delle alternative sane a myspace. io e te ci conosciamo virtualmente come utenti jamendo, io ci ho pubblicato pure tre album; non so se stai seguendo ultimamente le discussioni del forum italiano; si inizia a dubitare della "buona fede" di jamendo e del fatto che tutti abbiano delle possibilità di farsi ascoltare. stanno cercando di mettere in rilievo le musiche più commerciali in modo di trovare nuovi utenti e cose del genere.

per quanto riguarda un eventuale "servizio di compagni", dico solo che ho trovato parecchia, forse la maggior parte della gente con cui posso sperimentare in musica che non è compagno in senso stretto (alla fine manco io sto a militare più in quel senso)...attenzione, di sicuro non me la faccio con fasci, bigotti e qualunquisti, però nel campo della nuova musica ci sono parecchie persone in gamba da non sottovalutare e che magari usano le CC, l'autoproduzione ma non fanno politica: secondo me già il suono che cercano di sviluppare è abbastanza per smontare questa società di merda!

Inviato da nto 31 Mag 2008, 14:04
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