La fotografa guardona mi fa cacare

Sfogliando quel giornalaccio online di
repubblica, mi incuriosisco del link dedicato alla “fotografa
guardona”, una statunitense che si chiama Yasmine Chatila,
pluripremiata per fotografare i cazzi degli altri di nascosto.

Mi immagino questa tizia che va in giro
per New York con la macchina fotografica al collo e con la testa
all’insù per vedere se riesce a fottere degli scatti a della gente
che, come unica colpa, ha di lasciare la finestra aperta. Io
personalmente se venissi fotografato di nascosto e me ne accorgessi,
andrei a rincorrerla per spezzarle in due la SD card della sua
macchina fotografica.

foto tratta dal sito di Yasmine Chatila

Fondamentalmente la nostra artista fa
quello che oggi è più in voga. Con telefonini, macchinette
fotografiche economiche, youtube, stanno tutti a rubare immagini
personali, un voyeurismo molto lontano dalle grandi scuole di
fotografia.

Il fotografo serio non ruba, ha un
rapporto umano con il soggetto che lo ha incuriosito, ci parla e dopo
aver instaurato un minimo di confidenza chiede se può scattare delle
foto.

Qualcuno potrebbe pensare che oggi sia
rivoluzionario fottere i momenti della gente a loro insaputa. Personalmente, trovo rivoluzionario che tutti possano trovarsi al
momento giusto con un videofonino per documentare violenze,
repressioni, soprusi. Forse è difficile però scindere le due cose,
avere quella lucida professionalità. Un conto è non saper suonare
uno strumento musicale e produrre dei suoni, non fa male a nessuno, è
una forma di espressione, ma rubare immagini è rompere l’intimità
delle persone è il grande fratello popolare, il grande fratello di
quartiere.

Lo stesso discorso, a mio avviso, vale
per le registrazioni audio. Il field recording non è popolare come
fare foto e video, ma anche in questo campo ci sono dei ladri. A mio
avviso se, ad esempio, mi trovo in un villaggio sperduto e in un bar
c’è un anziano signore che suona e canta, al momento opportuno vado
a presentarmi, scambiare quattro chiacchiere, magari bere qualcosa e
poi gli chiedo se posso registrare. Qualcuno mi dirà che in questo
modo si perde l’autenticità, la “magia” del momento…e allora?
State tranquilli che se instaurate un minimo di confidenza con il
vostro potenziale soggetto, otterrete risultati molto migliori.
Sicuramente è più difficile, si è sempre meno abituati a parlare
con gli sconosciuti, ma questa è la base da cui partire.

Un consiglio a tutti i potenziali
soggetti di questi nuovi guardoni e 007 delle patatine, non abbiate
timore a girarvi dall’altra parte se qualche sconosciuto vi scatta
una foto senza preavviso, alzategli il dito medio, minacciatelo,
soprattutto se siete con i vostri figli. Lui ha torto, non capisce un
cazzo di fotografia ed è solamente un ladruncolo per niente
romantico.

This entry was posted in arte NO arte, meglio di no. Bookmark the permalink.