COLDIRETTI, CON DIETA MEDITERRANEA IN CASERMA SI VINCE GUERRA

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GUERRA

Con la diffusione della dieta mediterranea anche nelle caserme non
si vince solo la guerra del gusto e del buonumore ma anche quella per
la salute contro le malattie provocate dalla scorretta alimentazione,
che sono in rapida crescita. E’ quanto afferma la Coldiretti nel
commentare positivamente la proposta del Presidente della Commissione
Difesa della Camera Edmondo Cirielli di inserire nelle “razioni
giornaliere dei militari tutti i prodotti tipici di un’alimentazione
sana, che non puo’ prescindere dall’utilizzo di prodotti stagionali,
territoriali e a denominazione di origine protetta”.

Si tratta di un impegno che – sottolinea la Coldiretti – consente
di arricchire il rancio del soldato con una scelta tra ben 182
denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.471
specialita’ tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 477 i
vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e
garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica, su cui può
contare l’Italia. A queste tipicità si aggiunge la piu’ ampia scelta
tra la frutta e verdure di stagione che l’Italia può offrire grazie
al primato produttivo europeo in varietà, qualità e quantità.

All’effetto positivo per la gola e per l’umore dei soldati si
aggiunge soprattutto quello per la salute come dimostrano recenti
studi pubblicati sul British Medical Journal secondo i quali la dieta
mediterranea – sottolinea la Coldiretti – riduce del 13 per cento
l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer, del 9 per cento quella
per problemi cardiovascolari e del 6 per cento quella del cancro.
Pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale
bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno
consentito agli italiani – sottolinea la Coldiretti – di conquistare
il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli
uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media
europea. Ma il futuro è preoccupante con un terzo dei ragazzi
italiani obeso o in sovrappeso proprio per effetto soprattutto del
progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore
del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite
gassate.

Non è un caso il fatto che l’Unesco dovrà presto pronunciarsi a
breve sulla richiesta di riconoscimento della dieta mediterranea come
patrimonio dell’ umanità da tutelare, su richiesta da Italia,
Spagna, Grecia e Marocco e il sostegno dell’Unione Europea. Un
obiettivo che – conclude la Coldiretti – ha un valore straordinario
per l’Italia che è il Paese simbolo di questo tipo di cucina e dove
più radicata è la cultura alimentare fondata sui principi della
dieta mediterranea con primati raggiunti nelle principali produzioni
base come la frutta, verdura, vino e pasta e il posto d’onore nella
UE per l’ olio di oliva, dietro la Spagna.

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