L’intercambiabilità del cibo. La materia prima che non si evolve.

Premessa. Ho scritto
questo perché non sopporto la sedentarietà in genere, il
conformismo alimentare, le abitudini e la curiosità repressa. Se in
questo caso i Portoghesi vengono presi di mira, posso dire che questo
è l’unica cosa a non andarmi bene in questo paese. Di sicuro in
Italia si mangia meglio ma si vive peggio, molto peggio.

 

L’intercambiabilità del
cibo. La materia prima che non si evolve.

Spero di parlare per i
molti italiani che amano il cibo, per i molti italiani che mangiano
non solamente per nutrirsi, per i molti che anche all’estero sono
curiosi di sperimentare nuovi sapori anche al costo di
un’intossicazione.

Del Portogallo ricordavo
i caffè di Porto, quei baretti dove mangiavi crostacei; per essere
sincero, ricordavo più il cibo della Galizia qui a nord ed in
Spagna.

Un anno fa, appena
trasferito in Portogallo, mi assale la curiosità di mangiare tipico.
I primi ristoranti, le prime settimane e poi la delusione, la
stanchezza della monotonia in cucina, l’incazzatura di non vedere
sfruttare al meglio deliziose materie prime e limitarsi a tre,
quattro metodi di cottura.

Ci troviamo al nord del
Portogallo, precisamente a Viseu. Posso permettermi di parlare in
generale, di parlare dell’intero nord sino ad arrivare alla periferia
di Lisbona; per lavoro mi è capitato quest’estate di mangiare
spessissimo in decine di ristoranti sparsi in questo vasto
territorio.

In sintesi: materie prime
molto buone, poca fantasia nel cucinarle.

Forse questa é la cosa
che più mi fa incazzare, inoltre non riesco a spiegami come dal
fruttivendolo si trovino dei buonissimo ortaggi (melanzane,
zucchine,etc.) che non ho mai mangiato in nessun ristorante; per chi
li vendono, chi li compra e cosa ne fanno?

Olio d’oliva extravergine
mediamente buono ed economico, vino mediamente buono soprattutto
nella zona del Douro. Carne fantastica, non dappertutto, ma nella
regione di Viseu è superlativa.

In Italia era molto
difficile trovare della carne così buona ed una maggiore varietà
dei tagli ad un prezzo così.

Pesce dell’oceano. Io
vengo dal mar Mediterraneo, il pesce dalle mie parti profuma e sa di
mare; quello d’oceano sa solamente di pesce, non ha il retrogusto del
mare ovviamente.

Inoltre il pesce più
popolare è lo “spigarello”, un pesce quasi insapore. Ci sono
delle buone sardine che tradizionalmente cucinano non pulite, con
tutte le interiora, nonostante la media grandezza. A casa io le
pulisco ma è caratteristico fermarsi dal tizio che le griglia per
strada e poi incazzarsi pensando che non gli costava niente
sventrarle.

L’amore per la cucina
portoghese da parte dei portoghesi.

I portoghesi, moltissimi
portoghesi, amano la cucina portoghese. Non come americani, inglesi,
tedeschi che vanno alla ricerca di piatti nuovi. Qui c’è un
nazionalismo culinario che non esiste manco in Italia. Ad esempio mi
hanno detto che in Portogallo non esiste un ristorante Libanese, ho
conosciuto un libanese con cui ho un po’ parlato di cucina. Lui
vorrebbe aprire una sorta di rosticceria ed al momento va in giro con
il kebab, anzi lo shawarma mobile. Non gli va per niente bene, la
gente richiede solamente il cibo tradizionale. Stessa sorte ha la
vera pizza italiana, sottile con non troppa mozzarella e con la salsa
di pomodoro o di pelati o pomodorini o filetti. Il portoghese vuole
una pizza strapiena di formaggio e salame con delle fette di
pomodoro.

La non curiosità.

Provate ad invitare degli
amici portoghesi a cena, ovviamente cucinando all’italiana. Sarà
molto difficile far apprezzare le sfumature della cucina, la
differenza tra antipasto, primo, secondo e contorno.

Di sicuro vi incazzerete
quando preparerete un primo ma già sul tavolo ad esempio è servito
il secondo e il contorno. Voi casa fareste? Mangereste prima la
vostra pasta per poi proseguire con il resto.

Ho visto cose
sconvolgenti, pasta ben condita e servita con amore a cui aggiungono
la fetta di carne, l’insalata e tutto ciò di salato che è in
tavola. Spaghetti tagliati con il coltello e mangiati come pane,
solamente per accompagnare la carne.

Un episodio divertente è
stato quando ho cucinato un buonissimo risotto alla milanese. Un
piatto semplice, dove il segreto è un buon brodo, una buona qualità
di riso e dello zafferano profumato. Tutti gli ingrediente trovati,
solo che come formaggio ho dovuto usare del grana, ma ho compensato
mantecando con un burro speciale.

Servire un piatto del
genere qui è come un panino senza niente, come della pasta in
bianco; quello che per noi è un pasto, un mescolare per venti
minuti, un brodo che cuoce un’ora viene disprezzato!

Il riso è inteso come
accompagnamento alla portata principale. Quindi vedrai un portoghese
che in un piatto rovinerà il tuo buonissimo risotto aggiungendo
patate fritte, fettina di carne ed insalata.

Mi è caduto il mito del
baccalà.

La maggior parte delle
ricette di baccalà sono portoghesi: polpette, in umido, con
pomodoro, con panna, in una sorta di poltiglia…

il baccalà qui è il mio
cibo preferito ma non riesco a concepire le patate fritte ridotte in
poltiglia o condite con del sugo tutte mosce.

Le patate fritte che
vengono servite possono essere delle buonissime patate tagliate a
mano, delle patate a stick surgelate ed addirittura le patatine del
pacco tipo “san carlo” come accompagnamento magari ad una
buonissima porchetta.

 

 

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5 Responses to L’intercambiabilità del cibo. La materia prima che non si evolve.

  1. Susanna says:

    Scusi se insisto ma nel mio primo commento, infatti, chiedevo chiarimenti sull’esatta comprensione del post e oltre a non averne avuti ho interpretato il Suo paragone “sessuoso” così totalmente fuori luogo da farmi pensare ad una sottile provocazione. Chiaramente, quindi, il mio secondo commento era in risposta al Suo e non al post in questione. La nascita della “focaccina lievitata” si perde nella culla del mondo egiziano visto che (probabilmente) furono i primi ad utilizzare il lievito. Prima di loro esisteva solo la “focaccina”, un impasto di grano macinato e acqua scaldato al fuoco. Onorata che fondamentalmente condivida la mia opinione, spero di non averLe fatto perdere tempo con la mia franca pignoleria.

  2. arte says:

    la tua opinione è rispettabile ma non la condivido. se leggi il post, parla di elaborazione della materia prima, quindi il cibo inteso con fantasia. che molte persone lo intendono solo per nutrirsi è vero, ma non si parlava di questo.
    nessuno mette indubbio che la pizza sia napoletana. ma quella ‘focaccina’ lievitata, abbastanza piatta, come tu dici si perde nei secoli, nasce nella culla del mondo come parecchie altre cose.
    bá, forse alla fine siamo pure d’accordo!

  3. Susanna says:

    Mi sfugge quale possa essere il “fattore fondamentale”… Sembrerà incredibile ma esistono persone che (stranamente) mangiano con l’intenzione primaria di nutrirsi e che fanno sesso per procreare ma d’altronde se dovessi nutrirmi mangerei e se volessi proceare farei sesso. Così come esistono persone che usano la cornetta del telefono per (appunto) parlare e persone che invece la usano per masturbarsi (vedi amico di Bukowski). Il mondo è bello perché è vario. La vera pizza napoletana è alta, condita con pomodoro San Marzano, Mozzarella di Bufala locale e basilico. La piena certezza che la sua origine sia mediorentale è paragonabile a quella che sia di età neolitica: non è ben chiaro, non ci sono riscontri e quindi molto opinabile. Non discuto che i focaccini col pomodoro e mozzarella arabi che Lei ha mangiato a Damasco non siano stati soddisfacenti per le Sue papille gustative ma non le chiamerei “pizzette”. Sarò nazionalista e (forse) provinciale ma non vorrei togliere ai napoletani l’onore dell’invenzione del piatto più popolare e conosciuto al mondo, così come non credo sia possibile che i cinesi abbiano inventato gli spaghetti.
    Distinti Saluti.

  4. arte says:

    bà…secondo me mangiare solo per nutrirsi è come fare sesso solo per procreare. manca il fattore fondamentale.
    per quanto riguarda la pizza è napoletana, quella con la mozzarella e con il pomodoro condito in quel modo. ovviamente deriva da qualcosa che arriva dal medio-oriente.
    ho mangiato delle “pizzette” a damasco molto molto buone 🙂

  5. Susanna says:

    Scusa, può essere che non ho ben capito, ma tu vorresti che in Portogallo ci fosse una cucina più simile a quella italiana (intesa come preparazione del piatto e maggiore uso delle materie prime nazionali) o che ci fosse una più consapevole considerazione del “gusto”?
    Non me ne intendo di Portoghesi ma può essere che “mangiare” per loro significhi semplicemente “nutrirsi”. Paese che vai, usanza che trovi.
    Il mio episodio divertente in materia culinaria è quando un’amica tedesca mi ha invitato a cena promettendomi un tipico piatto italiano… mi son trovata di fronte un avocado tagliato a metà con riempimento di caviale. Non lo conoscevo certo come una prelibatezza nazionale ma per prudenza aggiungo che forse sono ignorante.
    Ma la vera pizza italiana non era alta?
    Ciao

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