e se l’arte non viene?

pensiero, esperimento, carte, farina, lievito, azione, riposo, ripensamento e fallimento. E’ matematico il fallimento dell’esperimento artistico; fallimento non scientifico ma personale, che si dimostra come insoddisfazione.
Ci sono poi due strade da poter percorrere: riprovare o lasciar perdere.


Pochi elementi per riprovare, ma è possibile fare un lavoro con il computer per trovare una strada alternativa, magari aggiungendo qualche altro suono

 

 


l’esperimento

Da un anno avevo in mente di registrare il suono della pasta di pizza lievitata. Ovviamente se vedrò da qualche parte questa cosa, dirò di certo che l’ho inventata io! Mi ero convinto che con l’idrofono, potevo registrare anche il suono del lievito che pian piano gonfia la massa di pasta.

Il primo problema ha riguardato il lievito, era sicuramente vecchio e non ha fatto il suo lavoro bene.
Il secondo problema la sensibilità dell’idrofono. Devo dire che non è il mio lavoro quello dell’artista sonoro, io sono un musicista che usa i microfoni, gli oggetti e i materiali, quasi sempre a fini compositivi-musicali; di sicuro non ho manco molta esperienza ancora con i vari idrofono, contatto etc. ma, grazie al mio esperimento, ho capito come l’idrofono per questo lavoro non è indicato e magari la prossima volta opterò per un mezzo diverso.

 

 


in pratica
Per prima cosa ho impastato della pasta come per fare una pizza, poi gli ho ficcato dentro l’idrofono, l’ho coperta e messa a lievitare.
All’idrofono ho collegato un semplicissimo minidisc con le cuffie; ho indossato le cuffie per ascoltare qualcosa e molto raramente ho ascoltato un lievissimo suono di bolle che si ingrassano e poi scoppiano.
Potrei anche non aver ascoltato un bel niente, il suono era disturbato dall’ambiente e forse ho immaginato le palle che scoppiettavano (no, no, ma sono quasi sicuro di averle udite).

teatro
Prima parte dell’esperimento:fallita! Ma io questo progetto lo avevo pensato per il teatro, una scenografia musicale di una cosa che forse si farà.
Prendo la mia pasta con l’idrofono dentro, mi metto le cuffie ed inizio a giocare: stacco pezzi, manipolo, presso con forza….ecco, il suono della pressione è il più interessante; si crea un minimo di intimità con la pasta.

 
http://noblogs.org/flash/mp3player/mp3player.swf
 

 

Sono insoddisfatto, sta lavorando vicino a me Sveta Bogomolova, le chiedo se vuole ascoltare venti secondi della mia registrazione; io le premetto di essere assolutamente non convinto della cosa e lei mi da la conferma.  
Ciao ciao e buona notte pasta lievitata!

leggi la seconda parte

le foto sono di Antonio Mainenti e Manuela Barile 

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2 Responses to e se l’arte non viene?

  1. arte says:

    grazie mille
    avevo già pensato di utilizzare microfoni diversi, ma la tua idea mi sembra molto interessante
    ciao

  2. Zzz says:

    Interessante l’impasto della pizza, il suono fermentante. Prendi con le pinze quello che diro’ nelle prossime poche righe. Non so che lievito si usa per la pizza, penso che sia lievito di birra allora puoi provare un paio di esperimenti. Il metabolismo del battere (basandosi su wikipedia dovrebbe essere un Saccharomyces cerevisiae) è anaerobico facoltativo, cioè fa fermentazione in assenza di ossigeno. Quindi visto che hai un idrofono puoi mettere l’impasto nell’acqua e lavorarci li dentro. Non so se ciò ti può aiutare a isolare un po’ di rumori di ambiente oppure amplifichi il tutto (non ho mai provato. In alternativa proverei a mettere l’impasto in soluzione di acqua+zucchero, dovrebbe aumentare il metabolismo dei batteri. E poi tenterei di variare temperatura e/o pressione per vedere che cosa succede. Insomma magari ci hai già pensato o fatto, ma ci si può sbizzarrire, a te l’onere/onore della prova.

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