Razzismo della domenica

Mio figlio va al nido, al nido c’è pure un bimbo Romeno. Da quando mio figlio ha conosciuto questo bambino è diventato cattivissimo e manesco.

Questi stranieri vengono qui e ci rubano le donne e il lavoro, i nostri bambini giocano con i loro e diventano violenti: come farò a ritrovarmi il figlio di un tempo, come potrà tornare sano il mio bambino?

Ma poi questi che vengono a fare qui, non possono rimanere al loro paese a pregare Allah e mangiare couscous e a farsi le treccine ai capelli; sono tutti uguali, io non li distinguo nemmeno: occhi a mandorla, neri, capelli folti e con le donne coperte….ah, però le donne sono bionde, almeno quella che bada alla mia vecchia zia è bionda col figlio biondo ma suo marito è nero con gli occhi a mandorla (le tengono coperte per invidia).

Andate a lavorare ma da un’altra parte e poi sporcate i cassonetti della monnezza con i resti del vostro cibo fatto di aglio che copre l’intenso odore dei resti del mio pecorino romano. Andate via, voi e i vostri tamburi che noi qui ci abbiamo il tamburello che è tanto delicato con i suoi sonaglini e voi quando cantate non si capisce una parola. Noi almeno cantiamo in inglese che è facile per tutti: yes, orrait, veri gud mo frate, certu ‘mpari porta u mpastu ie ie ie!  

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