quasi una settimana a Macao

perché non si parla di Macao qui? perché ci si è dentro fino al collo, non ho tempo di scrivere perché le mie mani sono sporche, raccolgono cavi audio, spostano casse, tagliano  frequenze medie dal mixer.

perché non lo fai prima di andare a dormire? perché finalmete bevo una birretta e devo un minimo rilassarmi.

ci si vede fisicamente a Macao e che gli amici lontani ci vengano a trovare…

 

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mayday Oporto occupa supermercato

“pingo doce” è una catena di supermercati presente in tutto il Portogallo. si caratterizza per essere il supermercato meno popolare ma con più scelta di cibo di qualità a prezzi competitivi.

dal blog dei compagni del movimento FERVE (Fartas/os d’Estes Recibos Verdes, stufe/i di false partita IVA), apprendo che ieri, 1 maggio, durante la mayday a Oporto, i compagni hanno occupato simbolicamente due supermercati “pingo doce” aperti.

questo primo maggio il “pingo doce” è rimasto aperto quasi in tutto il Portogallo scontando la merce del 50%; in molti casi, per la quantità di gente accorsa a comprare è dovuta intervenire la polizia.

il movimento FERVE ha simbolicamente occupato due supermercati dichiarando che il “pingo doce” si permette di rimanere aperto il primo maggio e fare sconti, pagando una miseria i lavoratori soggetti a continui abusi. Inoltre il proprietario della catena utilizza una sede in Olanda per non pagare le tasse in Portogallo.

 

 

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(e sti cazzi) “Hanno ucciso l’uomo ragno” compie vent’anni

Tutto mi sarei aspettato, ma la compilation dedicata agli 883 da parte di una certa musica indipendente, va al di là della mia fantasia (anche la più perversa).

Si legge in rete: Non è tanto questione di apprezzamento o critica: è osmosi. Se c’eravate, in qualche modo li avete assorbiti

Mi suona tanto da: per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti (?)

 

si che c’eravamo, si che c’ero e provavo disgusto anzi no, indifferenza. L’effetto che mi faceva da quattordicenne sentire uno con una voce come quella di Pezzali cantare “hanno ucciso l’uomo ragno” con accanto un biondino che si dimenava con una chitarra la collo (senza jack inserito), era proprio indifferenza e niente più.

Se nel mondo commerciale, per intenderci simile ai paninari di Drive-In, gli 883 fossero una ventata di freschezza, di certo non lo furono per chi già aveva le idee chiare nel campo musicale. Se vogliamo rimanere nel panorama indie dell’epoca, c’erano gruppi, ormai storici, come casino royale, ritmo tribale, mau mau…

A quei tempi, nel 1992, noi ragazzini di 14 anni che ascoltavamo rock e derivati (punk, metal, ’70…) odiavamo MTV e la classifica ci sconfinferava, non abbiamo assorbito proprio un cazzo, anche perché il gesto era semplice: cambiare la frequenza della radio o più semplicemente inserire una cassetta.

Io in quel periodo trasmettevo in una radio, l’ultima radio libera del mio paesino che, ovviamente, aveva comprato una copia di “hanno ucciso l’uomo ragno”. Fatto sta, che era naturalmente considerata musica commercialissima e di facilissimo ascolto, roba usa e getta per teste spensierate, roba che trasmetteva la DJ del mattino, quella delle casalinghe; sarà forse stata all’avanguardia rispetto a Luca Carboni con Mare, mare, mare ma giuro che i ragazzini fuori dal giro commerciale eravamo tantissimi…

quando una rivista come Rockit vuole obbligatoriamente coinvolgerci, io gli sputo nell’occhio! Cosa significa che noi nati tra la fine dei ’70 e i primi ’80, siamo comunque coinvolti? Se questo è un modo per far conoscere al grande pubblico nuovi gruppi (ancora indie) come i Cani, Colapesce, Selton, etc. saranno pure cazzi vostri. Anzi, mi dispiace per i Cani che trovo uno dei gruppi più originali di questo periodo ma, forse nel 1992 erano troppo piccoli e non ricordano che musica di merda fosse quella degli 883 con i Festivalbar in playback.

i Cani sono quelli che cantano “i nati nel settantanove suonano in almeno due o tre gruppi e fanno musica datata”, ecco, forse è vero, allora continuate con la vostra musica genuina e i vostri testi contemporanei, senza sentire la necessità di far contenti quelli rockit: continuate per la vostra strada.

 

 

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corto: estasi di santa Teresa d’Avila

apprendo dal sito dell’UAAR di un film inglese del 1989, un film censurato, di cui qualcuno chiese di bruciare i negativi. Si tratta di “vision of ecstasy”, un corto di 18′ di Nigel Wingrove che finalmente uscirà dopo essere rimasto nei cassetti 20 anni. il corto narra di santa Teresa d’Avila mentre accarezza e bacia il corpo di cristo in croce, ispirato dalla scultura di Gian Lorenzo Bernini “estasi di santa Teresa d’Avila“.

il nostro regista sembra non aver frainteso e, senza bisogno di psicanalisti preparati, possiamo evincere dagli scritti di Teresa, la sua passione sessuale, i suoi bisogni primordiali:

« Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d’oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avere un po’ di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferita era cosi vivo che mi faceva emettere dei gemiti, ma era cosi grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine, né l’anima poteva appagarsi che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po’, anzi molto. È un idillio cosi soave quello che si svolge tra l’anima e Dio, che io supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che io mento. »
(Santa Teresa d’Avila, Autobiografia, XXIX, 13)

 

 

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siamo tutti qui (essi vivono)

siamo tutti qui!

essi vivono (they live) è un film di John Carpenter del 1988.

bersani non è un alieno? no: è l’umano che collabora con gli alieni

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