Giù la maschera don Gelmini!
Un caro amico e compagno, questa mattina mi aveva chiesto se potevo pubblicare su "arte non arte" un suo scritto su don Gelmini. Gli avevo risposto istintivamente di stare attento perchè gli uomini di chiesa sono incazzati con Noblogs, gli ho accennato della storia di Luca Volontè contro La Molle Industria e cose del genere.
L'articolo non offende "purtroppo" nessuno, è un diario di vita vissuta, di incontri e letture, di strada e viaggi; tutti sappiamo come i nostri "amici" preti sono bravi a toccare il pisello ai ragazzini, io per primo sono diventato ateo ed anarchico perchè alle medie il prete giovane della nostra parrocchia ci "allisciava i peli del pube": come nei documentari anche lui trasferito, anche lui a continuare la sua strada di uomo represso.
NTo
di Antonio Strano
Tornando alla sera del film su Mauro Rostagno, ricordo che mentre un imbrarazzato organizzatore cercava di gestire la situazione prima che il lettore dvd si sbloccasse, gli chiesi se potevo cantare una storia, con voce e chitarra, "nell'attesa". Avrei cantato la storia che cantai l'indomani durante la notte degli artisti "contro la mafia" (a margine: ancora aspetto il video della ragazza che mi telefonò tempo dopo per sapere il mio nome e cognome "che lo dobbiamo mettere nel video che stiamo realizzando"). L'organizzatore mi disse che non era il momento e che comunque mi ringraziava.
La storia di Turiddu Carnevali che avrei cantato l'ho presa da un libro di poesie di Ignazio Buttitta. Ricordo che quella stessa sera Umberto Santino, presente in sala, mi disse che quella versione, che inizia con le parole Angilu era e nunnaviva ali, nugnera santu e miraculi facìa, secondo lui è troppo "sdolcinata", e che c'è una versione, nel libro Il poeta in piazza, meno sdolcinata. La storia di Turiddu Carnevali, ma anche quella di Mauro Rostagno, mi facevano ( e mi fanno ) pensare a quella di Marco Salvia, di cui, digitando il suo nome e cognome su google, sapevo che "è in pericolo, è stato lasciato solo e in Italia chi è nelle sue condizioni rischia grosso". Nel documento trovato su internet c'era scritto il motivo per cui Roberto Guarguaglione faceva quelle dichiarazioni di solidarietà e preoccupazione per Salvia. Marco Salvia aveva da poco pubblicato il romanzo- verità Mara come, omicidio in comunità. Dopo un anno dall'uscita, indignato da alcune affermazioni di don Gelmini durante una sua comparsa a Porta a Porta di Vespa, Salvia era uscito allo scoperto, dicendo, per chi ancora non lo avesse capito dopo aver letto il romanzo, che le vicende descritte si ispiravano a strutture e metodi di don Pierino Gelmini. "Degno amico di Publio Fiore (e ognuno ha gli amici che si merita)", scriveva su Avvenimenti Adriana Zarri di don Gelmini nel 1999, all'approssimarsi dell'alleanza tra Forza Italia-AN-UDC e i radicali di Pannella. Don Gelmini, riportava A. Zarri, ha fatto sapere a Berlusconi e compagnia, che ha il potere di spostare due milioni e mezzo di voti. "E' un'espressione di potere, vero o presunto, indegno, per un cittadino, per un uomo, per un prete". Il nuovo tormentone mediatico per le accuse a don Gelmini di violenze sessuali è solo una punta, e nemmeno tanto acuminata, dell'iceberg che sta sotto.....
