Non innamorarti di uno sbirro: alcuni semplici esempi per far crollare un mito

Premetto di non essere mai andato allo stadio, di non tifare per nessuna squadra, di non conoscere né giocatori, né figurine; premetto altresì di aver sempre avuto grossi pregiudizi sulle tifoserie e sulla gratuità del loro impatto mediatico e “gratuitamente” fisico.
Ho visto decine di volantini: A4, A3, a2, con la foto di una bella ragazza in divisa. Dicono di offrirti una preparazione per concorrere all’ambìto posto fisso all’interno dell’arma: esercito, polizia, carabinieri e via dicendo. Una sorta di zia Sam(ma) bella e dallo sguardo intelligente, così da colpire le donne e, ovviamente, i maschietti.
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da GIULIANO di Gore Vidal

Massimo parla a Giuliano […] «ora i cristiani vorrebbero imporci un mito rigido e definitivo su cose che sappiamo varie e stranissime. No, non è nemmeno un mito, perché il Nazareno è esistito in carne e ossa mentre gli dei che noi adoriamo non sono mai stati uomini; sono piuttosto qualità e poteri divenuti poesia, perché potessimo ricavarne insegnamento. Con il culto dell’ebreo morto, la poesia è finita. I cristiani vorrebbero rimpiazzare le nostre bellissime leggende con la fedina penale di un rabbino riformatore. Con questo materiale improbabile sperano di creare una sintesi definitiva tra tutte le religioni conosciute. Si appropriano delle nostre festività. Trasformano le divinità locali in santi. Prendono a prestito i nostri riti misterici, soprattutto quelli di Mitra. I sacerdoti di Mitra vengono chiamati “padri”? Ebbene, i cristiani chiamano “padri” i loro sacerdoti. Ne imitano persino la tonsura, sperando di fare colpo sui convertiti con i simboli di un culto più antico. Adesso hanno cominciato persino a chiamare il Nazareno “salvatore” e “guaritore”».
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