L'avanguardia della sagra della salsiccia

[...] Ma non pensate solo che noi due si sia rinunciato alla rivolta!
Studiamo insieme il russo al Berlitz School.
(Fausto Amodei)


 

Vinile: canzone politica come psichedelia. Sergio Liberovici come Syd Barrett.

 

 

Ricordo di aver comprato per caso in una bancarella circa dieci anni fa il mio primo disco dei “Cantacronache”, ne trovai uno a 5.000 lire. Arrivato a casa, spacchetto il tutto, metto il vinile quasi nuovo sul giradischi e mi siedo.

Il primo brano dell' LP in questione “Cantacronache 2” è “dove vola l'avvoltoio”, leggo sulla copertina che il testo è di Calvino, la cosa mi incuriosisce molto; ovviamente il testo della canzone mi colpisce in modo esagerato, un brano stupendo e senza tempo.

Non capisco bene la musica, gli arrangiamenti del pianoforte e l'inconsueta melodia della voce che canta...rimetto indietro la puntina del mio giradischi e mi godo questi arrangiamenti di pianoforte assurdi, semplici e secchi ma assolutamente fuori dal comune. Qualche anno dopo Liberovici diventerà uno dei miei compositori preferiti.

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Oltre al ponte (Calvino/Liberovici)

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Libera, amore mio (1975)

di Mauro Bolognini

Ideato da Luciano Vincenzoni e sceneggiato con N. Badalucco

ci so più idee nel fucile di un brigante che nella testa di un democratico



Libera è la figlia di un anarchico, uno di quelli d'altri tempi romantico e “spontaneista”, come lo definirebbero alcuni enciclopedisti.

Il padre quando Bresci uccise il Re avrà avuto quindici o vent'anni, il padre ha vissuto quando essere anarchici era una cosa normale, quando la parola anarchia girava tra la gente, quando nessuna rivoluzione Bolscevica aveva infatuato molti compagni, quando nessun Mussolini contava un cazzo.

 (Continua)

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L'individualismo anarchico in Bruce Lee

Sembra strano che l'anti-eroe degli anni '70, quello dei poster cinematografici di paese, il cinema del paese che alternava una locandina di un film porno con la signorina che aveva le stelline sui capezzoli alla locandina de “l'urlo di Chen” o a quella di un film di Pierino, potesse essere un anarchico. Si, magari Bruce Lee non si è mai definto così, ma se fate caso a quello che diceva durante le interviste, al modo di intendere l'evoluzione delle arti marziali uscendo dagli schemi tradizionali o anche seguendo i sui film più scadenti, troverete quasi sempre un messaggio fortemente individualista.

 

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 (Continua)

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vogliamo i colonnelli (M.Monicelli)

Se il film di Corrado Guzzanti "fascisti su marte" vi è sembrato troppo difficile da seguire, andate sul classico. Vedetevi un vecchio ma attualissimo film dal titolo "vogliamo i colonnelli".

Su youtube ho trovato il trailer

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intervista sulle nuove musiche

un'intervista sulle nuove musiche. Di Alfredo Rastelli su Sands-zine la migliore webzine di "altremusiche" in Italia

una parte:

[...] Così nasce il Cantastorie Sintetico, ‘uan men bend’ teorico-Siculo con velleità artistiche contemporanee. Riprendo dei testi di canti tradizionali e ne faccio quello che voglio, distruggendone il senso e la storia così da farli rivivere. Un percorso individuale ed eticamente scorretto, che rischia per provare a sopravvivere in un mondo di cattivo gusto e di paura del diverso; si, perché le paure della società nei confronti degli stranieri, delle diverse abitudini e culture sono uguali a quello che la gente non vuole ascoltare e vedere. La paura è generale e riguarda qualsiasi cosa nuova o diversa.
Questo lo noto anche col fatto che mi è difficile proporre i miei concerti o far ascoltare la mia musica; in Italia si ha un po' il pallino del genere: se appartieni all'elettronica piuttosto che alla musica concreta o al folk o al free-jazz. Il fatto che io mischio di tutto ed è difficile identificarmi in un sottogenere porta i miei ascoltatori fuori strada e per la pigrizia che caratterizza la nostra società i miei sforzi innovativi spesso non vengono apprezzati. Capita spesso per superficialità che le persone non si impegnano neanche un pochino per capire cosa vuol dire la tua musica.
[...]

potete leggerla qui:  http://www.sands-zine.com/articoli.php?id=2913#

cliccando sulla foto con scritto "intervista"

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Bad Brains (HC band) un capolavoro di 32 secondi

Joshua's Song: 32 secondi di capolavoro

 

Cercate il brano dei Bad Brains dal titolo “Joshua's Song”, si trova nel primo album ufficiale dal titolo “rock for light”. In pratica un capolavoro musicale di 32 secondi:

0'00'' intro

0'03'' inizio

0'13'' variazione o seconda parte

0'21'' passaggio che conduce al finale

0'23'' finale


il testo più o meno tradotto in italiano:


Stiamo andando a disegnare la linea, stiamo andando a liberare la nostra vita, è il momento per noi di combattere e morire, questa volta noi e voi sappiamo il perché. Con la rivoluzione in aria e le persone che cambiano ovunque, adesso non c'è bisogno di nascondere nessun passo in avanti, non possiamo perdere con Jah* dalla nostra parte.

Oh, abbattere i muri, abbattere giù i muri!

 

* anche se mi fa un po' ridere, qui vi spiegano chi è Jah: http://it.wikipedia.org/wiki/Jah


TESTO ORIGINALE:

We're gonna have to draw the line. We're gonna have to free our lives. It's time for us to fight and die. This time for us and you know why. With revolution in the air and people changing everywhere. Step forward now, no need to hide. We can't lose with Jah on our side.

Oh bring down the walls, Bring the Walls down

NB

un altro brano molto interessante secondo me è "Just another damn song", si trova in "Black dots"

 

 

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Conoscere i tempi della propria caffettiera

se sei in grado di conoscere i tempi della tua caffettiera, allora si che sei uno portato per fare il musicista; quando accendi il fornello e ti allontani dalla cucina e poi torni proprio mentre bisogna togliere il caffè dal fuoco...

proverbio Kimbo


grazie Mario Schiano, senza di te forse rimanevamo dei provincialotti della musica...

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Mario Schiano è morto

uno dei primi italiani ad occuparsi di Improvvisazione seriamente se ne è andato

ciao

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morto Albert Hofmann

 

Grazie Albert

da piccolo ti volevo molto bene, leggevo anche i tuoi libri e mi ricordo in particolare quello che trattava dei misteri di Eleusi. E poi la musica e il Live at Pompeii dei Pink Floyd, le camminate kilometriche in spiagge infinite, la prima volta con la fidanzatina dell'epoca e le successive prove sessuali ovviamente mal riuscite. Perchè allora in vespa? Quando il manubrio iniziava a cambiare colore e tutte le parole e poesie scritte e le stronzate registrate nel wolkman e i dinosauri verdi e l'elefante...

E poi basta, la gente iniziava a rincoglionire e ti pensavano solamente per continuare a rididere per 12 ore: niente più psicadelia e sperimentazione; quindi paura e voglia di uscire dal sogno, quindi basta (anche se qualche anno dopo la salvia mica scherzava con i suoi ometti verdi nel mio piccolo mondo segreto).

per chi fosse interessato ed è un tipo "bio", vi consiglio la Segale Cornuta

 

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rumorbau: un nuovo strumento musicale

Questa è forte...rumore, suono, informalità....

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Cantastorie Sintetico

se vi interessa il resto della performance la trovate QUI 

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una nuova musichetta non missata ancora

questa è una specie di composizione fatta come una specie di disegnino

CLICCATELA

ascolterai questi burloni durante una rassegna di musica strana ad Avellino.

sax, chitarra, strumenti costruiti e autocostruiti e voce  

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ALTER@!: pratiche non convenzionali

vi segnalo questa bella rassegna di musica contemporanea dove suonerò pure io

cliccate qui per saperne di più 

Dare un perchè e un quando ad Alter@! è come ricordare la prima volta in cui si è stati presi dall‘impulso sessuale verso l’altro o come cercare di ricordare, al risveglio dal postsbornia, la natura dell’alterazione che ti ha portato a quella smisurata e vuota sensazione di nausea.
Comunque niente a che vedere con ’sesso, droga e rock ’n roll!’.
Nulla di condivisibile, nulla di comunicabile, niente che riesce a essere, tra tentativi di biografie, di file immagine, di audio, definibile.
Eppure un impulso forte, una passeggiata sul ciglio di una frase/burrone, parole soffio, grida, sangue..........
Vite diverse: provincia, città, nord, sud, rumore, musica, circuiti, interstizi di separazione, parole, silenzi, finte vittime di una realtà immanente travestita da dualità che si fagocita.
Eppure corpi che si fondono, innesti video, est/etica del mutamento, ecologia della musica.
Incontri casuali, passaggi telefonici, e-m@il, eternità passate ad ascoltare e a riprodurre,‘passioni mute ’ , improvvisare e ripetizione della pratica dell’improvvisarsi.

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se questo è un paese

ovvero quando la monnezza diventa barriera architettonica.
Tragica parodia di "se questo è un uomo" di Primo Levi. Cumuli di immondizia nel piccolo centro abitato di Caiazzo (CE), bloccano il passaggio di una scalinata.

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