Zuppa di cipolle (vegetariana)

 

Pare che la zuppa di cipolle sia nata in Toscana, poi arrivo in Francia.

Questa variante della zuppa di cipolle è particolare perché fatta con brodo vegetale e cipolle rosse, quindi va bene anche per chi è vegetariano. Inoltre al posto di usare del formaggio gruviera ho usato dell'asiago (più economico e più facile da trovare...non usate l'emmental!)

2, 3 persone...anche quattro che mangiano poco:

brodo vegetale

mezzo bicchiere di vino rosso

mezzo chilo di cipolle rosse (cioè viola)

mezz'etto di burro

rosolare a fuoco lentissimo le cipolle nel burro, appena completamente ammosciate aggiungete mezzo bicchiere di vino rosso, dopo qualche minuto aggiungete il brodo in modo da coprire totalmente le cipolle. Fate cuocere per trenta minuti a fuoco medio fino ad ottenere una specie di cremina, aggiustate di sale e pepe.

60 grammi di asiago tagliato a piccoli cubetti e 60 grammi di parmigiano grattugiato

pane tostato

prendete una terrina da forno e disponetevi le fette di pane tostato, sopra verserete la cremina e sopra l'asiago e il parmigiano.

il tocco finale sono i fiocchetti di burro e qualche goccia di vino dolce, infornate per circa 10 minuti appena si è creata una patina croccante cacciatela fuori e mangiatela caldissima.

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A perfect place di Mike Patton (2008)

Ho appena finito di ascoltare il nuovo disco di Mike Patton “A perfect place”. É la colonna sonora di un cortometraggio di un regista emergente dal nome Derrick Scocchera, il corto è uscito quest' anno.

Patton non mi convince, più che altro non mi convince la sua idea di composizione troppo lontana dall'armonia sia classica che sperimentale; voglio dire che i riferimenti retro che a lui piacciono tanto (Morricone, Rota, Piccioni...), vengono stilizzati all'estremo e sporcati con suoni elettronici quasi a nascondere l'incapacità di riuscire a realizzare un sound nuovo dal gusto vecchio e quindi con i giusti arrangiamenti che si possono ottenere solamente se si hanno solide basi musicali da distruggere.

L'idea mi sa di bluff, come se le poche capacità tecniche di Patton vengano nascoste da trabocchetti sonori moderni o da strategie ereditate dalle sue collaborazioni con grandi artisti della musica radicale, collaborazioni che forse gli hanno dato alla testa.

I passaggi più belli del disco sono quelli che ricordano i Mr. Bungle, uno dei gruppi di Patton più seri ed innovativi; per chi conosce le origini di Patton però la cosa diventa stancante, infatti ci siamo già sucati almeno tre album con il ritmo spinto di samba, i sintetizzatori e i campionamenti e la cosa diventa monotona. I Mr. Bungle però avevano un sapore diverso, sarà che era un gruppo e che le idee erano collettive e non solo del leader.

Il brano più antipatico di “A perfect place” è quello cantato in italiano dal titolo “Il cupo dolore”. Patton ha già provato a cantare in italiano con i suoi gruppi precedenti, ma questo brano è una sorta di sfottò mal riuscito di “bel canto” e di gangster: aleggia lo spirito del film Il Padrino però confuso e stereotipato da melismi e interpretazione ossessiva.


Non ho visto il corto, magari le musiche ci azzeccano ma credo proprio che Patton si sia sopravvalutato cercando di comporre qualcosa di troppo alto per le sue capacità tecniche ma anche creative visto che le parti migliori dei brani ricordano molto il suo passato con i Mr. Bungle. L' arte va avanti, la ricerca non si ferma: ci si può anche sedere!

 

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